ST

Stella arancio/Hacelia attenuata

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Hacelia attenuata, conosciuta comunemente come stella arancio, è una stella marina della famiglia Ophidiasteridae.

Habitat e distribuzione

Reperibile su fondale duro, coralligeno, da 3 a 150 metri di profondità, normalmente sotto i 10, spesso in grotta. Essendo una specie termofila tende ad essere poco diffusa nel Mar Mediterraneo settentrionale, più frequente nel Mar Adriatico meridionale, nel Mar di Marmara e nel Mare Egeo.

Descrizione

Braccia lunghe, coniche, tozze alla base, corpo centrale piccolo, di colore arancio da giovani e man mano tendenti al rosso acceso.
Fino a 30 centimetri di diametro.

Comportamento

Specie termofila e sciafila.

Alimentazione

Si nutre di spugne.

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Stella irregolare/Astropecten irregularis

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Astropecten irregularis (Pennant, 1777) è una stella marina della famiglia Astropectinidae.

Habitat e distribuzione

Questa specie è diffusa sia in Oceano Atlantico che in Mar Mediterraneo ma le varie popolazioni presentano delle differenze nelle placche marginali dorsali. In particolare gli esemplari presenti nel Mediterraneo hanno le placche marginali dorsali sprovviste di aculei (ritenute da alcuni studiosi come la sottospecie Astropecten irregularis pentacanthus) mentre in Atlantico ci sono popolazioni munite di un aculeo per ogni placca marginale dorsale (ritenute da alcuni studiosi come la sottospecie Astropecten irregularis irregularis) oppure con più di un aculeo (ritenute da alcuni studiosi come la sottospecie Astropecten irregularis serratus mentre secondo altri è solo una varietà di Astropecten irregularis irregularis). È una specie diffusa in tutti i tipi di fondali mobili da 1 a circa 1.000 m di profondità ma si incontra con più facilità in fondali sabbiosi-fangosi.

Descrizione

Questa stella ha le placche marginali dorsali ben sviluppate, in rilievo, di colore bianco, roseo o viola e, negli esemplari presenti in Mediterraneo, sono totalmente prive di aculei. Le placche marginali ventrali hanno degli aculei corti, esili, fitti, molto mobili che non vengono mai tenuti rigidi e paralleli fra loro come le altre specie, di colore bianco. L’aspetto di questa stella si caratterizza per avere delle braccia che formano fra loro, alla loro base dove si uniscono al disco, degli angoli molto netti. Il colore del lato aborale è rosa omogeneo, spesso con le estremità delle braccia violacee. Talvolta al centro del disco sono presenti dei punti più scuri e talvolta presenta una protuberanza, anche molto sviluppata, al centro del disco. Ha dimensioni medie di 8–12 cm ed eccezionalmente può raggiungere i 19 cm.

L’Astropecten irregularis pentacanthus che vive in Mediterraneo è una stella che in genere si può distinguere facilmente e con sicurezza dalle altre per non avere aculei nelle placche marginali dorsali. Talvolta viene confusa con Astropecten aranciacus per avere un colore simile, ma ad un’analisi più attenta degli aculei delle placche marginali dorsali e ventrali si possono sempre distinguere le due specie.

Comportamento

Di rado si può incontrare già verso il tramonto ma è molto più facile da incontrare di notte.

Esemplare mentre si infossa

Specie affini

Nel Mediterraneo vivono altre cinque specie di Astropecten: Astropecten aranciacus, Astropecten jonstoni, Astropecten bispinosus, Astropecten spinulosus, Astropecten platyacanthus.

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Stella jonstoni/Astropecten jonstoni

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Astropecten jonstoni (Delle Chiaje, 1825) è una stella marina della famiglia Astropectinidae.

Habitat e distribuzione

Endemica del Mar Mediterraneo, vive su tutti i fondali mobili (sabbiosi, fangosi o ghiaiosi) ma predilige i fondali sabbiosi da 1 a 12 m circa di profondità.

Descrizione

Questa stella ha le placche marginali dorsali con un aculeo molto corto o assente (di norma le placche fra le braccia sono prive di aculei). Le placche marginali ventrali hanno un aculeo esterno abbastanza corto e piatto. Gli aculei delle placche marginali ventrali sono disposti con molta regolarità, tenuti di norma paralleli fra loro e piuttosto rigidi. Essi hanno la base di colore arancione scuro e la punta bianco-giallastro andando a disegnare una sorta di contorno arancione alla base della stella. La forma complessiva è molto peculiare con un disco più grande rispetto alle altre specie e braccia piuttosto corte, triangolari e molto appuntite che ne accentuano la classica forma di stella. Il colore del lato aborale è in genere abbastanza chiaro con sfumature varie che possono essere tendenti al beige, al verdastro-turchese o al grigio-bruno.

È una stella che ha caratteristiche molto costanti e si può distinguere facilmente anche solo dalla sua forma complessiva.

Comportamento

Le stelle del genere Astropecten di norma sono attive prevalentemente di notte e nelle tarde ore pomeridiane mentre durante il giorno vivono infossate nel sedimento. Questa specie, invece, è attiva prevalentemente nelle ore diurne e la si può incontrare nei bassi fondali anche in pieno giorno.

Esemplare parzialmente insabbiato

Specie affini

Nel Mediterraneo vivono altre cinque specie di Astropecten: Astropecten aranciacus, Astropecten irregularis, Astropecten bispinosus, Astropecten spinulosus, Astropecten platyacanthus.

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Stella marina rossa/Echinaster sepositus

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La stella marina rossa (Echinaster sepositus Retzius, 1783) è un echinoderma della famiglia Echinasteridae, molto comune nel mar Mediterraneo.

Caratteristiche

Tipica colorazione rosso brillante, più scura sul dorso e più chiara inferiormente. Cinque braccia di lunghezza uguale, caratterizzate da piccole depressioni.

Dimensione massima di 30 centimetri.

Distribuzione

Comune in tutto il Mar Mediterraneo fino a 200 metri di profondità, la si può trovare sia lungo la superficie di rocce che tra praterie di posidonie, comunque non a temperatura superiore ai 22 °C.

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Stella marina spinosa/Marthasterias glacialis

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La martasteria o stella marina spinosa (Marthasterias glacialis Linnaeus, 1758) è un echinoderma della famiglia degli Asteriidae, comune nel Mar Mediterraneo.

Caratteristiche

Forma regolare con cinque braccia. Il corpo è caratterizzato da spine, di colore variabile bianco, grigio, marrone, rosso, azzurro. Risulta essere[1] la specie più grande nel Mediterraneo, raggiungendo anche gli 85 centimetri di diametro.

Distribuzione

Mar Mediterraneo occidentale, su fondali rocciosi o nelle praterie di Posidonia oceanica, fino a circa 200 metri di profondità.

Specie affini

Si può confondere con Coscinasterias tenuispina, da cui però si distingue per il numero di braccia.

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Stella marina variabile/Coscinasterias tenuispina

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La stella marina variabile[1] o stella marina spinosa minore (Coscinasterias tenuispina Lamarck, 1816) è un echinoderma della famiglia degli Asteriidae, comune nel Mar Mediterraneo.

Caratteristiche

Forma irregolare con braccia in numero variabile, da 6 a 12 (di solito 7), di diametro fino a 20-25 centimetri. Il corpo è caratterizzato da spine, di colore variabile bianco, grigio, marrone, rosso e talvolta azzurro.

Distribuzione

Comune nel Mar Mediterraneo e nell’Oceano Atlantico orientale, su fondali rocciosi ricchi di alghe o sulla Posidonia oceanica fino a 100 metri.

Specie affini

Si può confondere con Marthasterias glacialis.

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Stella pettine maggiore/Astropecten aranciacus

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Astropecten aranciacus (Linnaeus, 1758), conosciuta anche come la stella pettine maggiore, è una stella marina della famiglia Astropectinidae.

Habitat e distribuzione

Vive in Mar Mediterraneo e Oceano Atlantico su tutti i fondali mobili (sabbiosi, fangosi o ghiaiosi) a profondità comprese fra i 2 e i 100 m, specialmente in prossimità da praterie di Posidonia oceanica o di Cymodocea nodosa.

Descrizione

Questa stella ha le placche marginali dorsali munite da 1 a 3 aculei piuttosto corti e placche marginali ventrali con aculei lunghi, appuntiti, robusti, disposti con regolarità, di colore arancio alla base e giallastro o bianco verso la punta. L’aspetto è robusto e la forma nel complesso non presenta peculiarità, ha un disco centrale e braccia di dimensioni medie. Il colore del lato aborale è dato dal susseguirsi di passille con l’estremità superiore (che dall’alto hanno l’aspetto di punti rotondi) rosso-arancione variamente combinate a passille di colore grigio; mentre le placche marginali dorsali sono di norma grigie omogenee. È di gran lunga l’Astropecten mediterranea che raggiunge le maggiori dimensioni e infatti può avere un diametro di circa 55 cm.

È una stella che ha caratteristiche molto costanti e si può distinguere abbastanza facilmente dalle altre basandosi sulle varie caratteristiche tra cui le più evidenti sono il colore e la grandezza. Di rado viene confusa con Astropecten irregularis.

Comportamento

Questa specie di giorno rimane infossata nel sedimento, diventa attiva nel tardo pomeriggio e durante la notte quando si muove per andare a caccia.

Alimentazione

Si nutre principalmente di molluschi bivalvi, ma anche di gasteropodi o di altri echinodermi.

Dettaglio del braccio

Specie affini

Nel Mediterraneo vivono altre cinque specie di Astropecten: Astropecten jonstoni, Astropecten irregularis, Astropecten bispinosus, Astropecten spinulosus, Astropecten platyacanthus.

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Stella platyacanthus/Astropecten platyacanthus

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Astropecten platyacanthus (Philippi, 1837) è una stella marina della famiglia Astropectinidae.

Habitat e distribuzione

Endemica del Mar Mediterraneo, vive su tutti i fondali mobili (sabbiosi, fangosi o ghiaiosi) da 1 a 60 m circa di profondità anche se si incontra con maggiore frequenza nei fondali misti di sabbia grossa e fango.

Descrizione

Ha le placche marginali dorsali abbastanza strette e alte ricoperte lateralmente da squame e piccoli aculei. Nella loro sommità hanno un solo forte aculeo, di norma appuntito ma di forma irregolare, un po’ appiattito lateralmente, il più delle volte di colore giallognolo o arancio e più di rado biancastro. Talvolta, specialmente nei soggetti più giovani, solo le placche marginali dorsali comprese fra le braccia portano un aculeo mentre le altre ne sono prive. L’aculeo è (più o meno) scostato dal bordo interno e lascia sulla sommità della placca, alla base interna degli aculei, una piccola zona nuda di colore bianco o bluastro. Il numero massimo di placche marginali dorsali osservate per questa specie è 48 anche se di norma è compreso tra 29 e 43 a seconda della taglia della stella. Le placche marginali ventrali hanno degli aculei lunghi, piatti, pettinati con apice abbastanza appuntito. È una stella con caratteristiche molto variabili e può avere braccia larghe o strette. Il lato aborale presenta una colorazione molto variabile e può essere bruno più o meno scuro, verde oliva, rosa-bruno, grigio-bluastro. Raggiunge normalmente un diametro di 10–15 cm ma eccezionalmente può misurarne fino a 17. È l’Astropecten mediterranea più difficile da identificare sia per la variabilità della specie, sia per la somiglianza con alcune delle altre specie.

Astropecten bispinosus vs. Astropecten platyacanthus

A = Astropecten platyacanthus si distingue da Astropecten bispinosus per avere un aculeo scostato dal bordo interno della placca e lascia sulla sommità della placca, sulla base interna degli aculei, una piccola zona nuda in genere di colore chiaro o bluastro.

B = Astropecten platyacanthus ha un aculeo delle placche marginali dorsali più piccolo, talvolta poco appuntito e un po’ appiattito lateralmente mentre in Astropecten bispinosus è molto regolare, appuntito e conico.

C = Astropecten platyacanthus si distingue per avere le placche marginali dorsali ricoperte lateralmente di squame e piccoli aculei mentre in Astropecten bispinosus queste placche sono lateralmente nude.

D = Gli aculei delle placche marginali ventrali nelle due specie sono molto simili, ci sarebbero delle piccole differenze ma spesso non sono molto evidenti. In A. bispinosus questi aculei sono un po’ meno appuntiti.

Placche marginali dorsali con alculeo scostato dal lato interno

Si distingue da Astropecten bispinosus principalmente per avere l’aculeo delle placche marginali dorsali scostato dal bordo interno che lascia sulla sommità della placca una piccola zona nuda di colore blu-viola oppure bianco. Si differenzia poi per avere le placche marginali dorsali coperte lateralmente di squame e piccoli aculei (invece che nude), per portare un aculeo un po’ più piccolo di forma irregolare e un po’ appiattito lateralmente (invece che lungo e conico) e per avere mediamente meno placche marginali dorsali per ogni braccio. Dovrebbe essere d’aiuto, nella distinzione delle due specie, il fatto che, a contrario di Astropecten bispinosus, questa specie di norma non ha i due aculei delle placche marginali dorsali compresi fra le braccia molto più lunghi degli altri ma può essere forviante perché anche Astropecten platyacanthus può presentare questa caratteristica in maniera meno accentuata (inoltre il fatto che negli esemplari giovani di Astropecten platyacanthus solo le placche marginali dorsali comprese fra le braccia portano un aculeo può indurre in errore). Altre differenze tra le due specie si possono rilevare nel fatto che mediamente Astropecten platyacanthus ha un disco centrale più grande rispetto ad Astropecten bispinosus, il lato orale è più scuro e l’estremità delle braccia più arrotondato con un minuscolo puntino rosso acceso all’estremità (che in Astropecten bispinosus è visibile solo in esemplari piccoli pochi cm).

Esemplare di 17 cm con circa 35 placche sul braccio

Astropecten platyacanthus differisce invece da Astropecten spinulosus per avere delle placche marginali dorsali molto differenti: più alte, definite, di colore diverso dall’aculeo e che portano aculei molto più grandi e forti. Secondariamente anche l’aspetto generale della stella ed il colore di norma sono diversi, essendo Astropecten spinulosus piuttosto esile e caratterizzata sempre da colori molto scuri riconducibili al marrone. Si può inoltre distinguere facilmente da Astropecten spinulosus dalla dimensione, quando il soggetto raggiunge o supera i 10 cm di diametro (in quanto Astropecten spinulosus non raggiunge i 10 cm di diametro).

Gli esemplari giovani di Astropecten platyacanthus talvolta si possono confondere con Astropecten jonstoni quanto ad aspetto generale e colore, ma si distinguono sempre facilmente se si osservano le placche marginali e i loro aculei.

Comportamento

Pur essendo una specie attiva prevalentemente di sera, è possibile incontrarla a qualsiasi ora del giorno e della notte.

Specie affini

Nel Mediterraneo vivono altre cinque specie di Astropecten: Astropecten aranciacus, Astropecten irregularis, Astropecten bispinosus, Astropecten spinulosus, Astropecten jonstoni.

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Suacia/Arnoglossus laterna

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Arnoglossus laterna, nota in italiano come zanchetta o suacia[1], è un pesce osseo marino della famiglia Bothidae.

Distribuzione e habitat

È presente nel mar Mediterraneo e nell’Oceano Atlantico orientale tra la Norvegia e le coste africane. Nei mari italiani è comune.

Si può incontrare ad una gamma di profondità molto ampia, da 50 a 1000 metri sebbene sia comune soprattutto su fondali sabbiosi o fangosi sui 100 metri.

Descrizione

Come tutti i pesci piatti ha corpo asimmetrico con entrambi gli occhi su un lato (in questa specie il sinistro). Il pesce ha una forma ovale. Gli occhi sono molto vicini fra loro. La bocca è ampia. I primi raggi della pinna dorsale non sono allungati, questa pinna ha 87 a 93 raggi, la pinna anale ne ha da 65 a 74. Le scaglie cadono facilmente dal corpo al semplice contatto con le mani. La linea laterale è dritta ma forma una curva verso l’alto all’altezza della pinna pettorale. Il lato cieco non porta la linea laterale.

Il colore è grigiastro o giallastro semitrasparente sul lato che porta gli occhi e roseo o biancastro s quello cieco. Il corpo e le pinne spesso sono cosparsi di puntini scuri molto piccoli.

Misura fino a 15 cm di lunghezza.

Biologia

C’è un evidente dimorfismo sessuale, il maschio è più piccolo con bocca meno ampia. Da alcuni ittiologi del passato le femmine adulte sono state attribuite alla specie Arnoglosus macrostoma, oggi considerata sinonimo di A. laterna.

Alimentazione

Si ciba di crostacei bentonici.

Riproduzione

Avviene durante tutta la buona stagione. Le uova ed i giovanili prima della metamorfosi sono pelagici.

Larva di A. laterna

Pesca

Si cattura molto di frequente con le reti a strascico ma, date le piccole dimensioni, finisce nella minutaglia per zuppe o per la frittura di paranza. Non abbocca agli ami. Ha carni buone.

Specie affini

La suacia fosca (Arnoglossus kessleri Schmidt, 1915) è molto simile alla suacia da cui si distingue per avere le squame più grandi (38-42 sulla linea laterale contro 51-56 di A. laterna), per avere 72-77 raggi sulla pinna dorsale e 51-57 nella pinna anale. Il colore è più scuro, marrone, con chiazze scure su corpo e pinne. La taglia non supera gli 8 cm. Sembra che viva a profondità minori della suacia, a non oltre 50 metri. È diffusa nel mar Mediterraneo e nel mar Nero. Nei mari italiani è molto meno comune che A. laterna.

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Suacia mora/Arnoglossus thori

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L’ Arnoglossus thori, noto in italiano come suacia mora, è un pesce osseo marino della famiglia Bothidae.

Distribuzione e habitat

È presente nel mar Mediterraneo e nell’Oceano Atlantico orientale tra l’Irlanda e l’Inghilterra meridionali a nord e il Senegal a sud. Nei mari italiani è comune.

Vive su fondali molli tra i 15 ed i 300 metri di profondità. È più litorale delle altre suace.

Descrizione

È molto simile alla suacia ed alla suacia imperiale. Si distingue dalla prima per avere un raggio allungato all’inizio della pinna dorsale con un’espansione cutanea a bandierina. La suacia imperiale ha più raggi allungati mentre la suacia mora solo il 2° (talvolta anche il 1° ed il 3° sono liberi dalla membrana della pinna ma non sono allungati).

La colorazione è bruna con marezzature più scure e più chiare, molto variabile.

Misura fino a 15–20 cm di lunghezza.

Biologia

Utilizza il raggio libero della pinna dorsale per cercare le sue prede nel sedimento.

Alimentazione

Si ciba di crostacei del benthos.

Riproduzione

Avviene tutto l’anno.

Pesca

Non abbocca agli ami e si può catturare solo con le reti a strascico. Le carni sono buone ma, date le minime dimensioni, si usano solo per le fritture.

Specie affini

La suacia cianchetta (Arnoglossus rueppelii Cocco, 1844) si riconosce facilmente dalle altre suace perché il suo corpo è molto più stretto (corpo spesso 1/5 della lunghezza). Non ha raggi allungati nella pinna dorsale. La colorazione è beige o giallastra, chiara. Vive in acque piuttosto profonde, fin oltre 200 metri. È presente nel mar Mediterraneo occidentale (compreso il mar Adriatico) e nella parte più vicina dell’Oceano Atlantico. La sua biologia è poco nota.

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Succhiascoglio minore/Gouania willdenowi

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Il succhiascoglio minore (Gouania willdenowi Risso, 1810) è l’unica specie del genere Gouania, della famiglia Gobiesocidae.

Habitat e distribuzione

Endemico del mar Mediterraneo.
Vive in acque bassissime, spesso nella zona intertidale, sotto i ciottoli. È praticamente impossibile da vedere.

Descrizione

Si riconosce dagli altri succiascogli per le pinne dorsale e anale che sono fuse con la pinna caudale come nell’anguilla e per gli occhi molto più piccoli.
Il colore è bruno o grigiastro (talvolta rosso o arancio vivo) con macchie, fasce e marezzature di aspetto diverso da pesce a pesce. Dall’occhio partono alcune linee chiare radiali.
Raggiunge i 6 cm.

Biologia

Poco note, sembrano identiche a quelle dei Lepadogaster.

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Succiascoglio maculato/Diplecogaster bimaculata

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Il Succiascoglio maculato (Diplecogaster bimaculata) è un pesce di mare della famiglia Gobiesocidae.

Distribuzione e habitat

È diffuso nel mar Mediterraneo occidentale, nel mar Nero (raro) e nell’Oceano Atlantico a nord fino alla Norvegia.
Vive su fondi detritici o ciottolosi, a profondità maggiori che le altre specie della famiglia, da 10 a 100 metri. È stato però rinvenuto anche su fondi scogliosi e nelle praterie di Posidonia oceanica.

Descrizione

Corpo cilindrico, con testa appiattita. La pinna dorsale è uniforme o trasparente, più lunga della pinna anale ed inserita anteriormente a questa.
La colorazione è bruna o rossastra con punti blu. Il maschio ha un ocello nero bordato di bianco sul fianco.
Pare possa raggiungere i 6 cm.

Riproduzione

Si riproduce in primavera, le uova vengono deposte all’interno di conchiglie vuote e sono sorvegliate dal maschio.

Nota tassonomica

Esistono due sottospecie di questo pesce, D. bimaculata bimaculata atlanto mediterranea e D. bimaculata euxinca del mar Nero e di alcuni settori del Mediterraneo. Dato che in alcune aree si trovano in simpatria è probabile che siano due specie diverse. Si possono distinguere dalla livrea, dalla lunghezza delmuso e dal numero di raggi nella pinna caudale.

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Succiascoglio/Lepadogaster lepadogaster

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Il succiascoglio (Lepadogaster lepadogaster Bonnaterre, 1788) è un pesce di mare della famiglia Gobiesocidae.

Descrizione

Ha un aspetto molto simile al succiascoglio olivaceo dal quale si distingue, oltre che per il muso schiacciato (come il luccio o il becco dell’anatra), per il tentacolo nasale presente e per le pinne dorsale ed anale unite da una membrana alla pinna caudale per i caratteri della colorazione che è in genere cosparsa di punti scuri ed ha sempre due grosse macchie circolari blu vivo bordate di nero sul dorso. Il colore di fondo è estremamente variabile, dal verde al rosso vivo al viola.
Misura fino a 7 cm.

Biologia

Identiche al congenere.

Distribuzione e habitat

È diffuso nell’Atlantico orientale tra le isole Britanniche e il Senegal e nel Mar Mediterraneo.
Vive sotto le rocce, a profondità limitatissime, spesso in pochi cm d’acqua

Acquariofilia

Ricercato dagli acquariofili perché poco esigente e riccamente colorato.

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Sugarello maggiore/Trachurus mediterraneus

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Il sugarello maggiore (Trachurus mediterraneus) è un pesce delle famiglia Carangidae comune nei mari italiani.

Distribuzione e habitat

La specie è diffusa in tutto il Mediterraneo e nell’Oceano Atlantico orientale tra il Golfo di Guascogna a nord e le coste marocchine a sud. Nel Mar Nero e nel Mar d’Azov è sostituito dalla sottospecie T.m.ponticus. L’habitat è simile a quello del Sugarello comune anche se più difficile da ritrovare sotto riva in quanto ha abitudini più decisamente pelagiche.

Descrizione

È così simile da apparire quasi indistinguibile dal sugarello ma è ben differenziato da alcuni caratteri:

  • Gli scudetti sulla linea laterale sono più stretti e quasi infossati nella pelle nella sua metà anteriore
  • La linea laterale accessoria, posta dorsalmente rispetto a quella principale, giunge solo alla fine della prima pinna dorsale mentre in T.trachurus è molto più lunga
  • Le pinne possono avere sfumature giallo vivo (e questo è il carattere più semplicemente rilevabile osservando il pesce in acqua)

Alimentazione, Riproduzione, Abitudini

Identiche a quelle di T.trachurus

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Sugarello pittato/Trachurus picturatus

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Il sugarello pittato o sugarello nero (Trachurus picturatus Bowdich, 1825) è un pesce di mare delle famiglia Carangidae.

Distribuzione e habitat

La specie è diffusa in tutto il Mediterraneo e nell’Oceano Atlantico orientale tra il Golfo di Guascogna a nord e le coste dell’Africa tropicale a sud.

È più comune attorno alle isole che presso le coste.

Il suo habitat è simile a quello degli altri membri del Genere ma, essendo una Specie strettamente pelagica preferisce ancora di più il largo e si incontra di preferenza nei pressi di scogliere a picco di isole o promontori. Il suo habitat è anche considerevolmente più profondo dato che lo si incontra abitualmente fino a 400-500 metri.

Descrizione

Assai simile al sugarello comune ed al sugarello maggiore ma da essi ben distinto, oltre che dall’habitat diverso, anche dai seguenti particolari:

  • la livrea è assai più scura, blu scuro/nero sul dorso e biancastro sul ventre e la macchia opercolare scura è poco visibile nell’animale vivo
  • le pinne sono trasparenti o rosate
  • la linea laterale accessoria è molto lunga arrivando fino oltre l’inizio della seconda pinna dorsale
  • gli ultimi raggi della pinna dorsale ed anale sono separati dagli altri.

Alimentazione

A base di Crostacei pelagici.

Pesca

Simile a quella impiegata per catturare gli altri Sugarelli.

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Sugarello/Trachurus trachurus

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Il sugarello (Trachurus trachurus) o suro o “spicaluru” è un pesce d’acqua marina della famiglia dei Carangidae.

Vulnerabile

Distribuzione e habitat

Abita in zone profonde comprese tra i 200 e i 1000 m, ma è possibile trovarlo raramente a bassa profondità soprattutto in aree riparate e ombrose.

Si trova nell’Oceano Atlantico nord-orientale, dall’Islanda al Senegal, comprese le isole del Capo Verde, oltreché nel Mar Mediterraneo e raramente nel Mar Nero. Esistono due popolazioni principali: quella occidentale che vive al largo dell’Europa occidentale, e la popolazione settentrionale che vive nel Mare del Nord.

Descrizione

Presenta una linea laterale accessoria estesa lungo quasi tutto il dorso, che è verde con vivaci iridescenze. la linea laterale è dotata di scutelli molto larghi. I fianchi sono argentei e ha una macchia nera sulla parte postero-superiore dell’opercolo e un’altra all’ascella delle pettorali.

Le pinne dorsali sono grigie, quella anale e le ventrali biancastre, le pettorali e le ventrali grigio-verdognolo. È lungo normalmente circa 30 cm, ma alcuni esemplari raggiungono i 40 cm.

Biologia

Si riunisce in grandi banchi nelle acque costiere, dove si nutre di crostacei, cefalopodi e altri pesci. I giovani si riuniscono in branchi sotto l’ombrello di grosse meduse (soprattutto delle specie Rhizostoma pulmo e Cothylorhiza tuberculata) trovando riparo e protezione senza alcun pericolo in quanto immuni dal veleno delle sue nematocisti. Anche altri giovani carangidi, ad esempio la ricciola, hanno lo stesso comportamento.

Carne

Il sugarello è commestibile e può essere affumicato, fritto, salato e cotto,ed anche bollito condito con un filo d’olio extravergine d’oliva e una spruzzata di limone.

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