– Uscita Gennaio / Febbraio –

Autore: Simone Candia
Team: Pesc’amore
Tecniche: Spinning in mare
Zona: Napoli

Spigole con la gomma

Di Simone Candia

Un predatore tra tutti in particolar modo risulta l’obbiettivo più ricercato da parte di ogni spinner che si rispetti .
Probabilmente lo potremmo definire il predatore perfetto , astuto , intelligente capace di scatenare attacchi poderosi e fulminei e letali nei confronti di un ignara preda,. ovviamente stiamo parlando della regina del sottocosta sua maestà la spigola , il predatore più difficile e lunatico da insidiare e per questo sempre più appassionati ci si dedicano con passione e dedizione sperimentando sempre nuovi metodi per cercare d‘ insidiarla. A mio parere uno die metodi più divertenti ed efficaci per insidiare questo predatore , resta la pesca con la gomma ,tecnica efficace grazie alla sua versatilità di applicazione ed alla naturalezza delle esche adoperande che rispetto a minnow e plasticoni in generale avranno una presentazione decisamente più naturale

Conosciamola meglio Dicentrarchus labrax :

Dicentrarchus labrax nome scientifico della spigola o chiamata anche branzino. Pesce predatore che abita tutto il Mar Mediterraneo, specie strettamente costiera che occasionalmete si spinge su fondali intorno ai 50 metri di profondità; Essendo una specie eurialina (ingrado di sopportare variazioni si salinità) ha la capacità di adattarsi all’acqua dolce, potendo non si crea problemi a risalire le foci dei fiumi per svariati chilometri in cerca di cibo, abitandole spesso stabilmente , ma anche lagune e stagni costieri nonchè zone portuali sono territorio di caccia delle spigole . A prescindere dal tratto di mare in cui si trova, si nutre di piccoli pesci, crostacei ed avvolte anche anellidi, portati in sospensione durante le mareggiate, comportandosi come un grufolatore in caso di emergenza. Ha un corpo piuttosto affusolato,la testa è allungata caratterizzata dalla classica fronte dritta . La bocca è grade con la possibilità di estroflettersi in avanti quando è aperta , le pinne dorsoli sono due separate da uno spazio , la prima dorsale è formata da 8- 10 raggi spinosi , la seconda da 12- 13 raggi molli, la pinna anale è leggermente più corta della seconda dorsale mentre la pinna caudale è bilobale . Le scaglie sono abbastanza piccole e presenti su tutto il corpo con la linea laterale nettamente evidente . Sugli opercoli branchiali sono presenti due grosse spine taglienti , la sua colorazione varia molto in base all’ ambiente in qui vivono e puo variare da un verde / giallo acceso al grigiastro argenteo . La maturità sessuale è raggiunta tra il quarto e settimo anno di vita e la taglia massima e di 103 cm con ben 12kg di peso motivo in più per rilasciare gli esemplari più piccoli.

Attenzione ai dettagli:

Per un buon esito della nostra sessione di pesca bisogna fare opportune considerazioni su condizioni meteo marine, tavole di marea e fasi lunari; Tutti fattori che possono incidere sia positivamente che negativamente sul risultato finale .Uno degli aspetti fondamentali saranno le condizioni meteo marine , infatti nei momenti di bassa pressione barometrica che magari coincidono con una bella scaduta saranno momenti magici da preferire se possibile pre affrontare una pescata volta alla cattura della regina che in queste circostanze sicuramente sarà in cerca di un pasto ed in piena attività..
Altro aspetto importante e dato dai cambi di luce , non necessariamente solo alba e tramonto , ma anche la luce lunare che magari trapela tra le nubi durante una serata velata può esserci di aiuto. Fondamentale è anche l’aumento del flusso delle maree che sicuramente risulta un altro fattore da tenere in considerazione. .Quando tutti questi fattori sembrano coincidere sicuramente si verrà a creare una situazione estremante favorevole per noi e le possibilità di effettuare una o più catture sarà quasi certa.

Gli spot:

Sostanzialmente , sfruttando le giuste condizioni come detto in precedenza e possibile insidiarla ovunque ,dato che è ben distribuita sul nostro territorio e la sua abitudine di cacciare nella fascia costiera ci da la possibilità di averla a portata di canna , ovviamente uno dei posti più migliori dove poterla insidiare saranno le foci dove potrà trovare cibo in buona quantità , come anche porti altro spot che può donare ottime catture e dove ama cacciare , senza sottovalutare le spiagge specialmente durante una bella scaduta .
.

Attrezzatura:
Per quanto riguarda la canna ,la migliore scelta per questa tecnica ricadrà su una monopezzo per la continuità del carbonio e la maggiore robustezza , sarà una canna ad azzione fast, pronta e reattiva per non mancare gli attacchi fulminei della spigola di turno, di lunghezza compresa tra gli 7- 8 piedi con un azzione massima di 1/2 di oncia (circa 15 gr) in modo tale da poter gestire nel migliore dei modi artificiali anche piuttosto piccoli.
Il mulinello sarà di taglia compresa tra il 2500 3000 per non sbilanciare troppo la canna ed avere una migliore gestione del esca possibilmete di buona qualità per non avere cattive sorprese imbobinato con un buon trecciato tra lo 0,10mm e lo 0,18 mm in modo tale da avere un buon compromesso tra distanza e resistenza . Ovviamente sarà necessario avere a disposizione vari diametri di fluorocarbon da adoperare nelle varie circostanze diciamo da uno o,14 minimo per approcci ultra light ed uno 0,30 per le mareggiate e le foci.

Le gomme :

Fortunatamente il mercato oggi giorno ci permette di avere a disposizione una galassia di gomme a nostra disposizione con forme più o meno realistiche e dalle dimensione più variegate per soddisfare anche il pescatore più esigente e tutte funzionali tra le più utilizzate però spiccano gli shad esche estremamente funzionali nei confronti delle spigole . Ovviamente selezioneremo nel tempo le esche più opportune ed efficaci per gli spot che frequentiamo , privilegiando quelli che ci avranno donato più catture , e perchè no quelle che più ci piacciono.

Azione di pesca:

Differenti degli hard baits muniti di paletta che conferiscono all’artificiale un nuoto di “base” anche con un recupero lineare ,la gomma ha bisogno di un minimo di tecnica infatti richiede una continua animazione da parte dello spinner fatta di movimenti di polso, jerkate e piccole pause , alternando movimenti più o meno frenetici in modo tale da rendere la nostra esca il più simile ad un pesce impaurito o ferito ed indurre così la nostra regina ad attaccare previlegiando la nostra esca invece di un pescelino vero che gli passa accanto.. Il recupero e la gestione del esca resta una cosa molto soggettiva , fondamnetale lasciare spazio alla prorpia fantasia sperimentando , ed imparando da cosa cercano le nostre prede in quel determinato spot.

– Uscita Novembre –

Autore: Simone Candia
Team: Pesc’amore
Tecniche: Spinning in mare
Zona: Napoli

” Light Rock Fishing ”

Con il passare delle generazionI la pesca ha subito molteplici

cambiamenti adattandosi alle prede a nostra disposizione . Lo

spinning in particolar modo e forse la tecnica si è prestato in

maniere egregia a quest’evoluzione dando vita a nuove tecniche

e alla creazione di nuove atrezzature dedicate allo scopo ed alla

singola preda aprendo così le porte per i pescatori moderni.

Nuova tecnica innovativa il light rock fishing , tecnica

d’importazione chiaramente nipponica ha conquistato letteralmente

il panorama della pesca italiano ,stravolgendo i canoni più

comuni dello spinning solitamente volto alla cattura di grossi

predatori.

Tecnica volta alla cattura di tutti quei piccoli e medi pesci

che popolano il sottocosta che spesso e volentieri neppure

vengono considerati dei predatori. Le prede saranno le più

disparate bavose, donzelle, scorfani ,sciarrani e perchie inoltre

non sarà rara la cattura di qualche Sparide come saraghi ed orate

ecc. L’utilizzo attrezzature ultra leggere, fili e trecciati

sottili unite a piccole esche siliconiche e non, saranno ingrado

di regalarci numerose emozioni dandoci modo di esplorare un

mondo nuovo e sopratutto un modo nuovo di vedere la pesca,

soddisfando più l’occhio che il palato potendo ammirare pesci

inconsueti e le loro livree il tutto all’insegna del divertimento

e del c&r . Ottima tecnica per avvicinare i più giovani al mondo

della pesca .

Dove preaticare il light rock fishing:

Quì è giusto aprire una parentesi su tale argomento in modo tale

da poter prendere le dovute considerazioni sullo spot da

prediligere, uno dei punti di forza di questa tecnica e la

facilità di applicazione, praticamente la potremo praticare

ovunque e quasi sempre negli spot comuni ad ogni tecnica come

scogliere , banchine portuali e spiagge ;

Con mare calmo o leggermente mosso , di giorno o di notte.

Probabilmente per facilita di approccio ad essa e varietà di

prede che potremo avere a nostra disposizione gli ambienti

portuali saranno la scelta migliore . Le pareti portuali sono uno

degli ambienti più ricchi di vita rappresentanto un costante

rifornimento di cibo e nascondigli per ogni forma di vita che lo

abita . L’intera parete pullulerà di vita come piccoli

crostacei ,mitili ed alghe nonchè novellame di ogni tipo

metteranno in moto i complessi ingranaggi che compongono la catena

alimentare.

Da tenere inoltre presente che si verranno a creare anfratti e

nascondigli ingrado di fornire rifugi sicuri per le creature che

frequentano tale ambiente .Quindi dal fondo alla superfice si

presenterà come un ambiente estremamente valido che se sondato in​

e ricco di vita i vari strati d’acqua ci riserveranno diverse

catture di vario genere . Fondamentale sarà sondare con i nostri

artificiali tutta la colonna d’acqua compresa la parete infatti

vista la presenza di cozze , gamberetti sarà facile riuscire ad

entrare in contatto con sarghi ed orate che li verranno a

nutrirsi .

Il fondo sarà un altro punto estremante valido che ci permetterà

di eseguire svariate catture di scorfani, perchie e sciarrani e

grufolatori in genere .

Altro spot da tenere sempre in considerazione saranno le scogliere

, dove è possibile pescare agevolmente senza intralci e

complicazioni durante l’azzione di pesca . Qui le prede dovranno

essere ricercate tra le pozze d’acqua e le buche tra gli scogli

dove ghiozzi e scorfani saranno pronti ad approfittare di un

facile pasto .In condizioni di mare in scaduta avanzata e

possibile eseguire anche catture di grossi esemplari di occhiate

che saranno li al ridosso degli scogli in caccia di igarenprede .

Ultimo spot da prendere in esame è la spiaggia , ambiente diverso

da regione a regione in quanto a morfologia e profondità potrà

regalarci belle soddisfazioni in quanto potrà permetterci di

incontrare qualche spigola .

Fondamentalmente qualsiasi anfratto scogglio molo o spiaggia può

essere uno spot valido per una rilassante uscita a light rock

fishing anche quando il tempo a nostra disposizione sarà

limitato.

La leggerezza prima di tutto:

La parola base sarà leggerezza in modo tale da assicurari il

giusto divertimento in modo tale da riuscire gustarsi a pieno il

combattimento anche con le prede più piccole . La sensibilità di

attrezzature specifiche sarà ingrado di farci pecepire anche la

più piccola e delicate delle tocche e riuscire ad avere una pronta

reazione durante alla ferrata. Sul mercato sono presenti molte

canne prodotte dalle varie aziende con azioni , materiali e

costi ben diversificati in base alle specifiche. Generalmete le

canne da light rock fishing si dividono in due tipi canne con

vettino pieno (solid tip) o con vettino tubolare in carbonio

(tubolar tip). La prima , con cima in carbonio pieno è ottima

per avvertire anche le più timide tocche dei pesci con bocche

piccole dal carattere meno aggressivo e quindi con mangiate

timide e delicate. La seconda invece con la classica cima che

noi tutti conosciamo , è indicata per i pesci più aggressivi ,

che ingoiano l’esca con molta coracità come scorfani e spigole .

Il consiglio

dove è possibile per non farsi trovare impreparati e di munirsi

di entranbi i tipi da poter utilizzare in base alle

circostanze ed al tipo di preda che vorremo insidiare .

Per quando riguarda il discorso delle grammature opteremo per le

solid tip una grammatura abbastanza universale 0,5 -5gr visto

che la utilizzerremo con testine piombate di 2 3 gr .

Mentere per quanto riguarda le tubolar una 2 10 gr sarà piu che

sufficiente per quanto riguarda la lunghezza canne comprese tra7

e 8 piedi saranno perfette.

Il tutto abbinato ad un mulinello di taglia 1000 fino ai 2500

massimo per non appesantire il complesso pescante , il quale

sarà imbobinato con trecciato che va da 0,6 0,8 mm per

assicuraci un buon compromesso tra resistenza e diametro abbinato

ad un fluorocarbon che varierà da un minimo di uno 0,14 ad un

massimo di 0.20 mm .

Le esche:

Discorso molto vario che lascia spazio alla nostra fantasia avendo

a nostra disposizione disposizione un gran numero di creaturine,

vermi , piccoli minnow ,micro jig in modo tale da coprire ogni

circostanza.

Per dare un quadro generalele suddivideremo in queste categorie.

Piccoli shad: Ottima riproduzione di piccoli pesci foraggio.

I craw e crab : Piccole imitazione di gamberetti e granchi

Grub: ampiamente utilizzati in acqua dolce ma che hanno anche

loro applicazione in mare

Creaturine : Esserini di varie forme più o meno realistiche e

vermiciattoli in generale .

Micro Jig: piccoli pesciolini in piombo muniti di ancoretta.

Piccoli palettati: Piccole imitazione di pesce foraggio uguali ai

fratelli maggiori utilizzati nello spinning.

Montature:

La più classica montatura per il light rock fishing , è quella

con la testina piombata (jig head),sulla quale innescheremo le

nostre esche riuscendo così a pescare a stretto contatto con il

fondo , sicuramente non saràl’unica che possiamo utilizzare ,

infatti come le atrezzature anche le montature variono in base

allo spot in qui decidiamo di affrontare le nostra battuta di

pesca , e quindi potremmo sfruttare a nostro favore montature

utilizzate per la pesca al bass come il drop shot e split shot.

Il drop shot e una montatura proveniente dalla pesca dei bass per

ricercare le prede sospese dal fondo o per evitare la perdita di

troppe esche in posti particolarmente ricchi di ostacoli, consiste

nel legare un semplice amo all altezza desiderata sul nostro

finale ed il piombo specifico da drop shot che in caso di

incaglio sul fondo sganciandosi ci permetterà di recuperare esca

ed eventuale preda . Lo split shot invece è una montatura

estremamente semplice consiste nel legare un semplice amo di

dimnesioni adeguate alle cicostanze ed al esca e fissare un

piccolo piombo a spaccato sul finale alla distanza desiderata

ottimo in quanto a naturalezza e mobilità del esca .

Azione di pesca:​

Trattandosi di vero e proprio spinning , valgono tutte le regole

che compogono questa disciplina .Bisognerà lanciare e recuperare

la nostra esca fino a che non avverrà l’attacco , ovviamente

trattandosi di light rock fishing il recupero sarà a stretto

contatto con il fondale (da cui il termine rock) muovendo la

nostra esca tra alghe ,rocce e sabbia effettuando un recupero

molto lento a zig zag e con dei piccoli saltelli cercando di

donare un movimento invitante e attirare le nostre prede anche a

distanza , ricordandosi di non soffermarsi troppo in un singolo

punto, essendo ricco di insidie e l’incaglio è sempre presente.Per

non rinunciare a nessuna opportunità non dimetichiamoci di sondare

i vari strati d acqua in cerca di tutte quelle prede che vivono

negli strati intermedi e in superfice.

Considerazionii:

Il light rock fishing è una tecnica che ci permetterà di

divertirci e ed intrattenerci in quei momenti bui trascorrendo

qualche ora di divertimento rigorosamente all’insegna del C&R ,

dandoci la possibilità di poter ammirare piccoli ed aggressivi

predatori dai colori meravigliosi e avere la possibilità di

osservarne i comportamenti. Ottimizzando così anche i tempi vuoti

dando modo così di poter trascorrere qualche ora rilassante in

compagnia del nostro elemento preferito.

– Uscita Ottobre –

Autore: Simone Candia
Team: Pesc’amore
Tecniche: Spinning in mare
Zona: Napoli

Spinning in mare

Una delle tecniche di pesca che sta riscuotendo grande successo in Italia, con folte schiere di appassionati, ha il profumo del sol levante; stiamo parlando dell’eging, tecnica affascinante in ogni suo aspetto soprattutto per le prede che cercheremo di insidiare, i cefalopodi, che nell’immaginario collettivo appartengono per lo più alle tecniche di pesca da natante. L’eging da terra è invece a mio avviso una tecnica di pesca molto divertente che, praticata nel modo giusto e nei periodi giusti, può regalare grandi soddisfazioni.
IL PERIODO, SPOT, ED ORARI
Le prede che possiamo insidiare come detto prima, sono i cefalopodi: calamari, seppie, polpi e totani. Teoricamente l’eging da terra si può praticare tutto l’anno puntando a polpi e seppie che, non allontanandosi troppo dalla riva con l’arrivo delle alte temperature, potremo insidiare sicuramente con più facilità rispetto a calamari e totani; quest’ultimi nei mesi più caldi tendono ad abbandonare la costa e a stanziare ad alte profondità. In questo periodo sarà invece meno raro catturare polpi e seppie ma con un drastico calo del numero e del peso (in particolar modo delle seppie). Di conseguenza il periodo migliore resta quello invernale dove sarà possibile imbattersi in numerosi esemplari anche di grossa taglia in base allo spot di pesca scelto. In Campania il periodo più proficuo solitamente inizia da metà dicembre fino a inizio maggio ma tutto dipende dalle condizioni meteo e in modo maggiore dalla temperatura dell’acqua. In base alle prede che decidiamo di insidiare dobbiamo trovare lo spot più adatto. I calamari solitamente prediligono fondali di una certa profondità come scogliere profonde e porti. Amano spostarsi su e giù per la massa d’acqua in cerca di prede; lo stesso vale per i totani, più rari da pescare poiché privilegiano batimetriche ancora maggiori e non sempre sono raggiungibili da terra. La seppia invece ama fondali sabbiosi o misti dove stanzia sul fondo spostandosi e mimetizzandosi e dando la caccia alle sue prede preferite: crostacei e piccoli pesci. E’ infatti possibile catturarla anche dalle spiagge e tende a spingersi per deporre le uova e cacciare, anche in pochi decimetri di acqua. I polpi si possono trovare bene o male tutto l’anno in luoghi scogliosi e ricchi di ostacoli dove riescono a trovare tane e granchi in buona quantità. Gli orari variano molto dal luogo in cui si pesca: sicuramente la notte è quella che mi ha regalato maggiori soddisfazioni, da poco prima del tramonto sino all’alba. Un altro fattore che ho apprezzato soprattutto per catturare calamari e totani è la presenza di una qualche fonte luminosa che faccia luce in acqua ove i piccoli pesci vanno a ripararsi. Infine tutti i cefalopodi sembrano aumentare di quantità a cavallo nel periodo di luna piena.

LA CANNA E IL MULINELLO
Le canne usate per l’eging sono canne specifiche per questa disciplina con vettini molto sensibili utili ad avvertire anche il minimo attacco della preda. In commercio troviamo numerose canne dedicate a questa fantastica disciplina: generalmente sono canne monopezzo o in due pezzi con una lunghezza media di 2,20 2,40 mt; la capacità di lancio non è espressa in grammi a differenza delle normali canne da spinning, ma viene riportata la misura ideale degli egi (le totanare) che riesce a gestire al meglio e il diametro ideale del filo che utilizzeremo. Per quanto riguarda il mulinello la taglia consigliata è 2500 massimo 3000, non occorre andare oltre per evitare di appesantire il complesso pescante che dovrà essere il più leggero possibile e ben equilibrato a causa delle continue sollecitazioni dovute a questa pesca.
I FILI
Un trecciato sottile è la scelta migliore da fare per imbobinare il mulinello, ci baseremo quindi su fili compresi tra un PE 0.6 e PE 1 (in centimetri 0.13/0.16 mm). Il mio consiglio è quello di utilizzare fili di buona qualità per non avere spiacevoli sorprese non essendo raro che il trecciato possa passare tra ostacoli come rocce, corde e svariati punti di impiglio. Per quanto riguarda il terminale uno spezzone di fluorocarbon di circa un metro dello 0,20/0.25 sarà la scelta migliore per non far urtare il nostro trecciato (più delicato del nostro terminale) e ottenere una buona invisibilità del sistema pescante, utile soprattutto per calamari e totani.

ESCHE E COLORAZIONI
Le esche utilizzate per questa pesca si chiamano egi, in italiano totanare. Le dimensioni più comuni sono quelle che vanno dai 2,5 ai 3,5, ma ci sono numerose misure come quella da 2, per pesche ultra light o per cercare di stimolare prede apatiche proponendogli un boccone più piccolo facile e appetibile. Le versioni da 4 4.5 sono molto più pesanti ideali dalla barca o in spot particolarmente profondi in cui ci sono forti correnti da contrastare. Il peso delle totanare e la loro affondabilità varia da modello a modello in base alla marca e alle caratteristiche. La colorazione delle totanare e il loro utilizzo va ben ponderato in base al momento.

Copyright – Rivista Pesca da terra

– Uscita Settembre –

Autore: Simone Candia              

Team: Pesc’amore

Tecniche: Spinning in mare
Zona: Napoli

Spinning in mare

“Spinning inshore”

Lo spinning inshore (Spinning praticato da terra) oggi risulta una delle tecniche più praticate dai pescatori italiani , essendo estremamente produttiva nei confronti dei predatori . Oggi giorno sempre più pescatori si “convertono” a questa stupenda disciplina ed allo spinning in generale , abbracciando tutte le sue sfumature come una vera e propria filosofia di vita , vuoi per il divertimento che sa donare ed alla sempre più crescente possibilità di eseguire buone catture nei confronti dei predatori nuovi e vecchi che popolano sempre più numerosi il nostro mediterraneo. Cercheremo ora di scoprire insieme come insidiare due dei più comuni predatori che affolano il nostro mare oviamente parliamo di serra e barracuda .

Oggi giorno la cattura di grossi pesci e della preda dei sogni che rimanga ben impressa nella nostra mente per l’eternita , fa gola sicuramente a tutti e sicuramente lo spinning è la tecnica giusta per raggiungere tale scopo . Tra le prede che potremo avere a nostra disposizione oltre a sua maestà la spigola che sicuramente rimane il “sacro gral “per ogni spinner degno di questo nome , avremo a nostra disposizione molte altre prede ma tra le più consuete della disciplina sicuramente serra e barracuda risulteranno le prede più consuete, l’aggettivo più indicato per descrivere questi due pesci si a mio avviso è indemoniati.
Trattasi di due specie pelagiche molto voraci che negli ultimi anni si sono fatte avanti affermandosi più o meno massicciamente ed in maniera uniforme lungo tutta la nostra penisola svolgendo incurioni nel sottocosta ,dettando legge prepotentemente nei confronti di altre specie. Sono predatori dalle ottime doti natatorie ingrado di sferrare attacchi fulminei e potenti ingrado di ridurre in brandelli prede ed artificiali e di strapparci letteralmente le canne da mano con la loro potenza . Nelle fasi giovanili sono soliti vivere in branchi numerosi mentre con l’aumentare della taglia ed al raggiungimento dell’età adulta tendono ad assumere comportamenti più solitari, comportamento molto simile assunto da altri predatori come la spigola.
L’attività alimentare prevalentemente si concentra negli strati superficiali d’acqua , mentre i momenti migliori per decidere di tentare la loro cattura sono sempre le solite e valide albe e tramonti , momenti propizi in ogni tecnica senza sottovalutare però anche i momenti centrali della giornata che possono regalare catture inaspettate specialmente nei confronti dei serra .

Le attrezzature:

La scelta delle attrezzature deve essere ben ponderato , fondamentale sarà affidarsi ad attrezature di buona qualità visto che non sarà raro fare l’incontro con grossi esemplari che possono mettere in crisi attrezzature non adatte allo scopo o sottodimensionate.
La scelta delle canne spazierà tra i 2.00 2.10 m canne robuste con azzione che va dai 40 60 gr ingrado di gestire con facilità anche artificiali pittosto generosi. Il tutto sarà abbinato ad un attimo mulinello di taglia compresa tra 4000 ed il 5000 con un impeccabile frizione e comoda manopola per il combattimento magari in neoprene per evitare che possa scivolarci di mano o stancarci eccessivamente durante la gestione del pesce o degli artificiali.
Dopo canna e mulinello adesso veniamo al discorso trecciato e finali, un buon trecciato da 20 25 libre di buona qualità sarà ottimale per mantenere un buon connubio tra resistenza e distanza di lancio , insisto nel precisare di ricercare quello che fa al caso nostro tra i migliori per non avere brutte sorprese .

Approccio ed artificiali:
Sicuramente avere la possibilita di spaziare la nostra scelta tra una buona gamma di artificiali risulterà un asso nella manica da giocare nei confronti di questi predatori, avendo poi modo di poter scegliere l’arma giusta al mometo giusto con quelle determinate condizioni invece di un altra avendo così modo di poter sceglier l’artificiale più idoneo al momento.
Caratteristica fondamentale da ricercare negli artificiali da adoperare sarà sicuramente oltre alla naturalezza dei movimenti durante il recupero che ovviamente gioca un ruolo fondamentale , sarà quella di essere ingrado di resistere alle formidabili fauci di questi due predatori quindi spendere qualcosina in più e dare precedenza ad artificiali di comprovata affidabilità e qualità sarà cosa buona . Da scartare assolutamente artificiali di piccola dimensione che possano essere facilmente ingoiati portando così alla rottura del terminale che verrebbe reciso dalla temibile dentatura di questi due pesci. La lunghezza dei nostri artificiali sarà sempre piuttosto generosa minimo 140 mm per poi passare ai fratelli maggiore Ovviamente anche il discorso terminale sarà piuttosto generoso direi che un buon 0,40 mm possa essere più che sufficiente senza esagerare riuscendo così a mantenere una buona naturalezza nel movimento. Genericamente potremmo dividere in due approcci mirati la nostra sessione di pesca in funzione della tipologia di artificiale adoperato , ossia in topwater e a jerk e o long jerk.
La prima solitamente più indicata per la pesca dei serra adoperando artificiali senza paletta e fatti lavorare a galla come ad esempio popper e wtd , mentre la pesca con i jerk vede l’artificiale lavorare sotto la superficie dell’acqua , variando la profondità di esso in base all’angolazione e alla dimensione della palettà con questo genere di artificiale è possibile eseguire sia catture di serra che di barracuda variando solo la velocità di recupero e modalità . Per quanto riguarda i serra un recupero dinamico , rapido fatto di ampie jerkate sarà ideale per attirare l’attenzione della preda di turno.
Da preferire invece un recupero più lento fatto di qualche jerkata alternata a piccole pause sarà il top per insidiare i nostri barracuda che non sapranno resistere a movimenti sinuosi emessi da una facile preda in difficoltà e quì non sarà difficile che invece del barracuda ad attaccare il nostro artificiale possa essere anche qualche bella spigola incuriosita da una facile preda .

Le differenze:
A mio avviso la pesca in topwater risulterà l’approccio più spettacolare nei confronti dei serra , ma oserei dire nello spinning in generale, visto che è una delle tecniche che ci permetterà di seguire a vista ogni momento della nostra pescata fino alla fase dell’attacco , anche se c’è da dire che rispetto alla pesca con i jerk ed i long jerk, spesso presenta una maggiore percentuale di slamata , visto che non sempre il nostro predatore riuscirà ad afferrare in maniera precisa la nostra esca che si muove in maniera sinuosa sulla superfice dell’acqua a questa categorria appartengono popper e wtd entranbe ottime esche per quanto riguarda i serra. Che spesso grazie alle vibrazioni e alla confusione emessa da essi induce il nostro predone irritato ed infastidito ad attaccare
I jerk ideali per i nostri barracuda per una corretta animazione richiedono uno specifico recupero fatto di stop end go e lenti recuperi rettilinei alternati alla solita jerkata il tutto ripetuto in maniera continua fino al recupero totale del nostro artificiale risulteranno un arma versatile da adoperare con entrambi variando tipo di recupero. Punto di forza di questi artificiali il loro sitema di bilanciamento dei pesi interni che spostandosi durante il lancio evita lo sfarfallamento di esso durante il nuoto.

Considerazioni Finali:

L’ambiente marino sicuramente sta cambiando cosi come i pesci che lo popolano e per quanto questo ci dia la possibilità di sfidare nuovi predatori dandoci la possibilità di passare bei momenti , non posso che fare altro che rammaricarmi nel vedere l’ecosistema sempre più impoverito dalla pesca professionale e dal inquinamente delle acque, dove alcuni colori oggi giorno purtoppo possono restare solo un ricordo impresso nella memoria di tempi passati , un mare dove le spigole si rifugiano sempre più spesso all’interno di foci abbandonado sempre più le scogliere loro abitat e regno assoluto .Sarà solo un impressione ma credo che ormai il cambiamento sia percepibile ed inevitabile , dove ogni pescatore può fare la sua parte rendendosi custode e difensore del nostro amato mare che ancora oggi sa regalarci forti emozioni.

Copyright – Rivista Pesca da terra