R

Rana pescatrice/Lophius piscatorius

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Il Rospo o Rana pescatrice[2] (Lophius piscatorius) (Regolamento (CE) N. 1637/2001 e Regolamento (CE) N. 1638/2001 e Regolamento (CE) N. 1581/2004 e Regolamento (CE) N. 216/2009 e Regolamento (CE) N. 218/2009 e Decisione di Esecuzione (UE) 2016/1251), conosciuto anche come coda di rospo, è un pesce appartenente alla famiglia Lophiidae.

Rischio minimo

Denominazioni dialettali italiane

Il rospo o rana pescatrice è conosciuta, in varie aree italiane, con diversi nomi, a seconda dei differenti dialetti e delle lingue minoritarie:[3]

Regione Denominazione
Campania Piscatrice nera, Rattale
Lazio Martino
Liguria Gianello, Giudio, Budego ruscio, Boudroi
Sardegna Piscadrixi, piscatrice niedda
Sicilia Magu, Giuranna di mari, Làmia
Toscana Boldrò
Veneto Diavolo de mar, Pesce rospo, Rospo de fango
Puglia Piscatrice, Pezzecatrìsce

Descrizione

Scheletro

Il rospo o rana pescatrice presenta una testa massiccia ricoperta di creste ossee e spine, appiattita e allargata, di forma ovale, così come la parte anteriore del corpo; il corpo è conico e la pelle è priva di squame. La bocca è molto grande e rivolta verso l’alto, con numerosi denti acuti: la mascella inferiore è prominente rispetto a quella superiore. Nella mandibola e lungo il corpo sono presenti delle appendici cutanee a forma di frange. La colorazione è bruno-olivastra o violacea sul dorso e bianca nel ventre; le pinne sono orlate di scuro. Il primo raggio della pinna dorsale è estremamente sviluppato e dotato in punta di una piccola escrescenza carnosa. Quest’appendice, utilizzata per cacciare, è chiamata illicio. La livrea è tendenzialmente bruna.
Può raggiungere dimensioni ragguardevoli: sono stati pescati esemplari di 200 cm di lunghezza per 57 kg di peso. La femmina raggiunge la maturità sessuale attorno ai 14 anni, per dimensioni di circa 90 centimetri, il maschio intorno ai 6, per circa 50 centimetri[4].
Specie affine è Lophius budegassa, che presenta frange cutanee meno sviluppate, peritoneo di colore scuro, ciuffo dell’illicio non lobato, colorazione del dorso più rossiccia e, in genere, dimensioni inferiori (fino a 70 cm).

Alimentazione e comportamento

Bocca e illicio di una rana pescatrice

È una specie dalle abitudini solitarie, che passa la maggior parte del tempo infossata sul fondo, in attesa delle prede. Durante il giorno rimane quasi invisibile: con le pinne pettorali scava un avvallamento per rimanere nascosta nella sabbia, e adagiata sul fondo, può iniziare la caccia: usa il primo raggio della pinna dorsale (illicio), dotato di un ciuffetto lobato, come se fosse una canna da pesca: quando una preda incuriosita dai movimenti dell’illicio si avvicina per ingoiare la finta esca, la rana pescatrice porta prima l’appendice un po’ all’indietro, poi ingoia l’animale che si è avvicinato. È in grado di ingoiare prede molto grosse ad una velocità sorprendente. Si tratta di un animale estremamente vorace, benché sia un predatore dalla vita prettamente sedentaria, può spostarsi per cercare qualsiasi cosa possa entrare nella sua bocca; nello stomaco di un esemplare sono stati trovati pesci più lunghi della rana pescatrice stessa avvolti a spirale e resti di uccelli tuffatori. [5]

Riproduzione

È un pesce solitario, si riproduce da gennaio a giugno[4]. Nonostante molte specie dei Lophiiformes siano caratterizzati da parassitismo sessuale[6][7][8], a volte obbligato, questo non è il caso del L. piscatorius.
Le uova vengono rilasciate in aggregati gelatinosi che si schiuderanno in larve, molto diverse dall’individuo adulto, che condurranno vita pelagica[9].

Distribuzione e habitat

Il rospo o rana pescatrice è diffusa dal Mare del Nord (compreso il Mar Baltico) all’Atlantico (fino alle coste nordoccidentali africane) comprese le coste islandesi. È inoltre presente nel Mediterraneo (più diffuso nella parte occidentale) e nel Mar Nero. Abita le acque di fondale sabbiose e sassose comprese tra i 20 e 1000 metri di profondità, anche se talvolta in acque ancora più profonde.

Cucina

Rana pescatrice in un ristorante a Castellammare del Golfo (Trapani)

La coda di rospo o rana pescatrice è un pesce prelibato dalle carni magre. Viene commercializzata fresca, congelata o surgelata. Il suo sapore è diverso a seconda della provenienza: quelle pescate in Adriatico hanno carni sode ed un gusto delicato, quelle pescate in Sicilia, per la diversa alimentazione, a volte hanno carni con un sapore più intenso.

A volte viene mangiata solamente la sua coda, di solito la più diffusa ed esposta in pescherie e ristoranti.

Il fegato della rana pescatrice è inoltre ingrediente principale del Ankimo, un piatto tipico della cucina nipponica.

Continua……….

Razza chiodata/Raja clavata

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

La razza chiodata (Raja clavata Linnaeus, 1758) è una specie di pesce cartilagineo appartenente alla famiglia Rajidae. L’habitat naturale è rappresentato sia dal mare aperto che da acque costiere, dell’Europa, della costa atlantica dell’Africa, probabilmente fino alla Namibia e al Sudafrica in un range batimetrico che varia da 0 a 100 m circa. Talvolta viene anche vista in trappola in grandi pozze naturali che si formano per la bassa marea nei pressi di grandi estuari.

Prossimo alla minaccia (nt)

Descrizione

Mandibola di Raja clavata

Coda di Raja clavata

La Raja clavata è probabilmente una delle specie di razza che gli appassionati di subacquea incontrano con maggiore frequenza nelle acque dei mari italiani e del Mediterraneo.

Come tutte le razze ha un corpo appiattito con ampie pinne pettorali simili a delle ali. Il corpo è trapezoidale, a forma di aquilone con una coda lunga e spinosa, interamente ricoperta da dentelli dermici ricurvi e pungenti, come anche il resto dell’intero corpo, il che gli conferisce una maggiore idrodinamicità. Gli adulti possono crescere fino a 1 m di lunghezza anche se la maggior parte sono inferiori a 85 cm. Questa specie di razza pesa da 2 a 3,98 kg.

Negli esemplari sessualmente maturi alcune delle spine sono inspessite e più resistenti con una base più larga (note come “scudi”). Queste sono particolarmente ben sviluppate sulla coda come è visibile nell’immagine a lato e sul retro delle femmine sessualmente mature.

Il colore varia dal marrone chiaro al grigio, con numerose piccole macchie più scure e macchie gialle. A volte le macchie gialle sono circondate da piccole macchie scure. La parte inferiore è bianco-crema, con un margine grigio.

Habitat

La razza chiodata vive di solito su fondali fangosi, sabbiosi o ghiaiosi ad una profondità media tra i 10-60 m. I giovani esemplari si nutrono di piccoli crostacei, in particolare anfipodi e gamberetti. Gli adulti si nutrono invece di granchi, gamberi e piccoli pesci.

Continua………..

Razza ondulata/Raja undulata

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

La razza ondulata (Raja undulata Lacépède, 1802[2]) è un pesce cartilagineo appartenente alla famiglia Rajidae.

In pericolo[1]

Descrizione

Il corpo della razza ondulata è quello tipico della sua famiglia, con un disco fortemente compresso, a forma triangolare nella zona anteriore e semicircolare in quella posteriore, formato dallo sviluppo estremo delle pinne pettorali. Il muso presenta un rostro appena accennato. Gli occhi sono piccoli e seguiti dai due spiracoli. Presenta numerosi denticoli sviluppati in forma di spine, che si concentrano particolarmente lungo la linea mediana, per proseguire sulla coda[3]. Sul ventre si aprono bilateralmente le cinque fessure branchiali, di piccole dimensioni, e più anteriormente la bocca, di forma leggermente arcuata, e le due narici. Possiede da 40 a 50 file di denti sul mascellare superiore, i centrali a forma di cuneo, quelli mediani appuntiti e quelli esterni a forma di scalpello[4]. Dietro alle due pinne pettorali protrudono le due pinne ventrali, con i due emipeni negli esemplari di sesso maschile. Dall’apice posteriore del corpo si diparte una robusta appendice caudale lunga circa quanto il disco, provvista nella sua parte terminale di due pinne dorsali ben distinte tra loro.

La colorazione sul dorso varia tra il bruno ed il giallo paglierino, più chiaro sui margini ed in particolare sul muso, con caratteristici disegni formati da linee scure ondulate e macchie chiare distribuite ovunque, a formare un disegno complesso con finalità mimetiche. Il lato ventrale è chiaro, bianco lattescente, più scuro ai margini e sulla coda.

Può raggiungere una lunghezza di 100 cm ed i 10 kg di peso[5].

Distribuzione e habitat

Vive presso le coste orientali dell’Atlantico, spingendosi a nord fino alle piattaforme continentali centromeridionali di Irlanda ed Inghilterra, ed a sud fino al Senegal e alle Canarie, ma con una distribuzione irregolare. Le aree dove sembra essere più comune sono le coste sudovest irlandesi, la zona orientale della Manica, ed il sud del Portogallo. La sua presenza è segnalata anche nel Mediterraneo occidentale, dove però viene rinvenuta di rado, e quindi è da ritenersi piuttosto rara, mentre risulta pressoché assente dal bacino orientale[6].

Come gran parte delle razze vive in prossimità dei fondali prediligendo quelli sabbiosi o melmosi, tra i 50 ed i 200 metri di profondità, ma spingendosi in alcuni casi anche a quote inferiori, specialmente in giovane età, ed entrando in baie ed estuari[7].

Giovane esemplare in acquario

Biologia

Non esistono molti dati riguardo alla biologia di questa specie. L’analisi delle sue vertebre ha dimostrato un tasso di crescita piuttosto lento, ed una durata della vita stimata intorno ai 20-23 anni[8].

Alimentazione

Essendo animale prettamente bentonico, si nutre di piccoli pesci, crostacei, molluschi ed altre creature di fondo di piccole dimensioni[4].

Riproduzione

Si tratta di una specie ovipara. Le uova hanno forma di capsule oblunghe di colore scuro dotate ai loro angoli di appendici simili a corna[9]. Sono lunghe tra i 72 ed i 90 mm, e larghe tra i 42 ed i 52 mm. Ogni femmina ne depone molte decine, ed il periodo di incubazione è di circa 3 mesi[4]. I giovani appena nati tendono a seguire oggetti di grandi dimensioni, forse scambiandoli per la madre[10].

Pesca e rapporti con l’uomo

Questa specie non è oggetto di pesca mirata, ma viene comunque catturata dalle reti a strascico, ami innescati ed altre forme di pesca non selettiva. Le sue carni, pur non essendo considerate di pregio, sono apprezzate in alcune località[6].

Si è dimostrata una specie facilmente adattabile alla vita in cattività, per cui è ospitata in molti acquari dotati di vasche di capacità sufficiente.

Stato di conservazione

La pressione dovuta alla pesca, la progressiva distruzione degli habitat, la crescita lenta e la maturità sessuale tardiva sono fattori che rischiano di incidere sensibilmente su questa specie[11], avendo già portato a drastiche diminuzioni in aree dove una volta era comune, motivo per cui nel 2009 è stato deliberato il divieto di cattura in alcune aree[12]. Raja undulata è al momento classificata dalla IUCN tra le specie in serio pericolo di estinzione (EN).

Continua……….

Regaleco/Regalecus glesne

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Il regaleco o re di aringhe (Regalecus glesne) è un pesce abissale di grandi dimensioni dell’ordine dei Lampridiformi.

Rischio minimo[1]

Descrizione

Il regaleco ha un corpo allungato e nastriforme, piuttosto fragile, di colore argento e striato da barre oblique scure, con la pelle cosparsa di piccoli tubercoli. La testa corta, è azzurrognola. Gli individui giovani hanno una serie di denti finissimi per mascella che scompare negli adulti. Si caratterizza per una pinna dorsale che percorre tutto il suo corpo, di colore rosso vivo, per la presenza di una cresta di “raggi” posti sopra la testa e per due lunghe pinne pelviche simili a remi (da cui il nome inglese di oarfish “pesce remo”).

Navy SEALs statunitensi con un regaleco di 7 metri catturato nel 1996 al largo della penisola di Coronado, California, Stati Uniti

La peculiarità principale del regaleco è senza dubbio la lunghezza: può raggiungere la lunghezza di 11 metri sebbene normalmente non superi i 3[2][3][4][5] e, di conseguenza, il peso può raggiungere diversi quintali. Per questo motivo, è da molti considerato il pesce osseo più lungo al mondo. Le dimensioni lo rendono quasi immune dai predatori e sono probabilmente all’origine delle leggende che si raccontano sui mostri marini.

Nel febbraio 2010, nel Golfo del Messico, a circa 1500 metri di profondità, è stato avvistato da un batiscafo un esemplare la cui lunghezza è stata approssimativamente stimata in oltre 17 metri.[6][7]

Biologia

La biologia del regaleco è ancora poco conosciuta. Senza dubbio è una specie abissale (300–1000 m di profondità), ma è possibile individuarlo presso la superficie e vicino alle coste. Qualche volta il regaleco si trova spiaggiato ma, a causa della sua fragilità, raramente integro. Solo nel 2010 è stato filmato nel suo ambiente naturale, a circa 300 metri di profondità nel Golfo del Messico.[8]

Riproduzione

Le uova sono deposte tra luglio e dicembre, e le larve vivono a basse profondità.

Alimentazione

Carnivoro, si nutre di piccoli animali (crostacei, molluschi e pesci) ma è innocuo per gli animali di grandi dimensioni, uomo compreso.

Distribuzione e habitat

Questo pesce è stato segnalato in tutti i mari e gli oceani, compreso il mar Mediterraneo dove è raro[9].

Riferimenti nella cultura

Mosaico con Giona ingoiato da mostro marino (Basilica di Aquileia)

Il regaleco è raffigurato nei mosaici della Basilica di Aquileia in relazione alla leggenda di Giona.

La carta di Yu-Gi-Oh “Anguilla Reale delle Paludi” è ispirata a un regaleco.

Continua…….

Re di triglie/Apogon imberbis

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Apogon imberbis, conosciuto comunemente come re di triglie o pesce cardinale, è un pesce d’acqua salata della famiglia Apogonidae.

Rischio minimo

Distribuzione e habitat

Questa specie è diffusa nel Mar Mediterraneo e nell’Atlantico orientale, dal Portogallo fino al Golfo di Guinea, sulle coste delle Azzorre, di Madera e delle Canarie. Da -1 fino a -250 metri di profondità, in gruppi anche di molti individui che si raccolgono in grotte e zone buie.

Descrizione

Corpo colore rosso acceso o rosa, con grandi occhi di colore scuro solcati da due bande più chiare. Talvolta possono essere presenti dei punti neri in prossimità del peduncolo caudale. Pinne dello stesso colore del corpo, pinna dorsale doppia, corta. Fino a 18 centimetri.

Alimentazione

Si nutre di crostacei e altri pesci.

Comportamento

Di giorno si rifugia in grotte o zone protette, mentre la notte esce in acque aperte per procacciarsi il cibo.

Riproduzione

La riproduzione, che avviene nel periodo estivo, è di tipo interno; le uova vengono deposte dalla femmina all’interno della bocca del maschio, che le trattiene fino alla schiusa.

Continua……….

Ricci di mare/Echinoidea

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Echinoidea Leske, 1778 è una classe del phylum Echinodermata che comprende gli organismi marini comunemente denominati ricci di mare.

Descrizione

Adulto

Due ricci tropicali adulti, Tripneustes ventricosus e Echinometra viridis.

Negli Echinoidei Regolari il corpo è sostenuto da un endoscheletro di calcite nel derma che forma una teca sferica. Esternamente la teca appare divisa in dieci settori meridiani: cinque ambulacrali, alternati da altrettanti settori inter-ambulacrali. I primi sono forellati per permettere la fuoriuscita degli organi di movimento, i pedicelli ambulacrali, i secondi invece non sono forellati e contengono le gonadi. L’endoscheletro inoltre porta annesse numerose spine con funzione difensiva.

La superficie aborale è rivolta verso l’alto e presenta centralmente l’ano circondato da dieci piastre, di cui cinque sono piccole e in corrispondenza dei setti ambulacrali, mentre le altre cinque, più grandi, sono in corrispondenza dei setti inter-ambulacrali e portano un foro per la fuoriuscita dei gameti (sono chiamate infatti anche piastre genitali). Una di queste ultime è il madreporite ed è riconoscibile dal fatto che ha dimensioni maggiori ed è munita di molti fori per il passaggio dell’acqua.

La superficie orale è invece rivolta verso il basso e presenta centralmente la bocca con l’organo per l’alimentazione, la lanterna di Aristotele: essa è costituita da quaranta ossicoli disposti a formare cinque piramidi con la base rivolta verso l’alto, entro ognuna delle quali è alloggiato un dente; la struttura è resa mobile da fasci muscolari che consentono l’estrazione dell’organo per raspare il terreno. Inoltre nella zona periorale sono situate le branchie. L’asse oro-aborale è quindi perpendicolare al substrato.

Il sistema acquifero è l’organo che consente il movimento sfruttando la pressione idrostatica. È composto da una serie di canali interni di origine celomatica. L’acqua entra dal madreporite, percorre il canale petroso e arriva all’anello circumesofageo; da qui si dipartono cinque canali radiali, uno per settore ambulacrale. Ad ogni canale radiale è collegata una serie di pedicelli ambulacrali che fuoriescono dalla teca tramite i forellini e che possono terminare con ventose per facilitare la locomozione.

Gli Echinoidei Irregolari hanno invece un endoscheletro cuoriforme, con asse oro-aborale spostato in obliquo. Inoltre i setti ambulacrali assumono una forma a cinque petali e vengono chiamati petaloidi. Un sottogruppo di Echinoidei Irregolari, come quelli della famiglia Clypeasteridae, ha invece la teca appiattita e vengono chiamati comunemente dollari della sabbia.

Molti elementi conducono ad una simmetria pentaraggiata (quali i cinque settori ambulacrali, i cinque canali radiali, la struttura a cinque piramidi della lanterna di Aristotele), ma essa è in realtà pseudo-pentaraggiata, dal momento che il madreporite è impari e consente di individuare un asse di simmetria bilaterale. La simmetria è invece esclusivamente bilaterale negli Echinoidei Irregolari.

Larva

La larva, detta echinopluteo o semplicemente pluteo, possiede 6-8 paia di braccia che sostengono bande ciliate usate per l’alimentazione e la locomozione. Ha una vita planctonica che dura parecchi mesi, al termine della quale si deposita sul fondo per dar vita alla forma di adulto.[1] Presenta simmetria bilaterale.

Distribuzione e habitat

Gli Echinoidea sono diffusi nelle acque dei tre principali oceani, dai poli all’equatore, nonché nel mar Mediterraneo.[2]

Possono essere trovati in ogni tipo di habitat marino, dalla zona intertidale sino a profondità di oltre 5.000 metri. È possibile ritrovare molti di questi endoscheletri nei fondali marini e anche presso la costa marina.

Tassonomia

Una recente analisi filogenetica basata sulle caratteristiche morfologiche dell’endoscheletro di 169 specie sia viventi che fossili ha ridefinito i rapporti all’interno di questo raggruppamento includendovi i seguenti taxon:[3][4]

Riccio zig-zag (Microcyphus rousseaui)

Riccio tuxedo (Mespilia globulus)

Tra le specie presenti nel mar Mediterraneo vanno ricordate:

Rapporti con l’uomo

Pesca e commestibilità

Le prelibate “uova di riccio”.

Le gonadi, volgarmente definite uova, del Paracentrotus lividus sono commestibili e molto ricercate. Particolarmente pregiate per il sapore e compattezza quelle di rosso corallo acceso.

Banchetto al mercato di Siracusa. La polpa è venduta in bicchierini di plastica, pronta per essere usata per un sugo per la pasta.

Punture

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

In caso di puntura, lavare e disinfettare la parte traumatizzata, nel caso di permanenza di aculei si consiglia di estrarle con delle pinzette o con l’ausilio di un ago, nel caso non si riesca ad estrarle la soluzione può essere quella di applicare dell’ittiolo e proteggere la parte con garza, l’unguento farà uscire spontaneamente le spine ed il gonfiore cesserà in pochi giorni. È consigliato rimuoverle entro poche ore in quanto col passare del tempo le spine tendono a penetrare in maggior profondità, e dopo alcuni giorni la pelle tende a riformarsi coprendo la spina, rendendone quindi più complessa la asportazione.

Continua………..

Ricciola/Seriola dumerili

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Seriola dumerili, conosciuta col nome comune di ricciòla, è un pesce marino appartenente alla famiglia Carangidae.

Rischio minimo

Distribuzione e habitat

Si trova nel Mar Mediterraneo, Oceano Pacifico, in prossimità dell’India e nell’Oceano Atlantico, dai 10 a 360 metri di profondità, più spesso tra 20 e 70 metri.

Descrizione

È il più grande pesce della famiglia dei carangidi, potendo raggiungere i 2 metri di lunghezza e 70–100 kg di peso. È un pesce pelagico caratterizzato dalla colorazione argentea azzurra, con una linea longitudinale di colore oro, coda forcuta e due pinne dorsali, la prima corta e la seconda lunga. Presenta una barra bruna obliqua che attraversa l’occhio.

Pesca

Prevalentemente la ricciola è catturata nell’ambito della pesca sportiva. È infatti una delle prede più ambite per i pescatori sportivi sia di superficie che subacquei. Il metodo di pesca da superficie più diffuso è quello a traina con mulinello, mentre per la pesca subacquea con fucile il metodo più efficace è quello dell’aspetto o agguato con fucile subacqueo ad aria compressa o ad elastico (tipo arbalete). È possibile catturarla anche a spinning però raramente esemplari adulti, difatti gli esemplari di taglia tendono ad ignorare le esche artificiali, a meno che non venga utilizzata la tecnica del vertical jigging.

Allevamento

Essendo una specie pelagica e soprattutto molto vorace, quindi sempre in movimento, le ricciole non si prestano facilmente all’allevamento, anche per la notevole quantità di proteine necessarie alla sua crescita, che non rendono economica tale attività. Tuttavia si stanno svolgendo dei tentativi in Sicilia che lasciano prevedere diverse possibilità[1]. È comunque facilmente adattabile alla vita in acquario. L’Aquarium di Alghero, fin dagli anni ’80, ha allevato delle piccole ricciole catturate in mare aperto ed aventi una taglia media di circa 1 kg di peso e circa 30 cm di lunghezza, e dopo pochi anni queste sono cresciute con successo fino a circa 20 kg di peso e circa 1 metro di lunghezza con un’alimentazione di solo pesce.

Comportamento

La ricciola è molto più confidente in fase giovanile, mentre diventa più scaltra e attenta man mano che cresce. Gli esemplari più giovani, nella cui livrea sono evidenti sfumature gialle, tendono ad aggregarsi in branchi, mentre gli esemplari più vecchi sono in genere solitari. L’avvicinamento alla costa avviene in primavera e estate, periodo della riproduzione.

Alimentazione

Si nutre di altri pesci e di invertebrati e anche di plancton.

Continua………..

Rombo liscio/Scophthalmus rhombus

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Il rombo liscio (Scophthalmus rhombus) è un pesce di mare appartenente alla famiglia Scophthalmidae.

Distribuzione e habitat

È presente e comune nel mar Mediterraneo e nell’Oceano Atlantico orientale tra la Norvegia ed il Marocco mentre nel mar Nero è raro.

Vive esclusivamente su fondi molli tra i 15 ed i 70 metri. I giovani sono molto eurialini e si possono trovare negli estuari oltre che in acque profonde pochi centimetri.

Descrizione

Questo pesce, come tutti i pleuronettiformi porta entrambi gli occhi su di un lato, nella fattispecie il sinistro, ed ha il lato privo di occhi (lato cieco), roseo e depigmentato. È molto simile al rombo chiodato ma ha forma meno “quadrangolare” rispetto all’altro rombo. I primi raggi della pinna dorsale sono liberi e non connessi agli altri dalla membrana. La linea laterale presenta una brusca incurvatura a livello della pinna pettorale. Gli occhi sono piccoli e distanziati l’uno dall’altro, la bocca è profonda. La pelle è coperta di squame piccole e fittamente aderenti, non ci sono i tubercoli ossei tipici del rombo chiodato.

La livrea è molto mimetica, bruna o beige con macchiette chiare o scure. Il giovane ha macchie chiare con bordo scuro.

Arriva a 70 cm per 7 kg di peso.

Alimentazione

Si nutre quasi esclusivamente di pesci.

Riproduzione

Invernale, le uova e le larve sono pelagiche, la larva è di colore giallo, la migrazione dell’occhio destro avviene ad una lunghezza di 3 cm.

Pesca

Abbocca voracemente agli ami e si insidia con la tecnica del surf casting innescando pesci morti o molluschi ed anche esche artificiali con la tecnica dello spinning. La pesca professionale lo cattura con reti a strascico e palamiti. Le carni sono squisite e viene venduto a prezzi molto alti.

Continua……….

Rombo chiodato/Scophthalmus maxima

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Il rombo chiodato (Psetta maxima Linnaeus, 1758) è un pesce d’acqua salata appartenente alla famiglia Scophthalmidae.

In pericolo

Distribuzione e habitat

Questa specie è diffusa sulle coste dell’Oceano Atlantico tra l’Islanda e Norvegia ed il Marocco, nel mar Mediterraneo, nel mar Baltico e nel mar Nero. Vive su fondi sabbiosi, tra 20 e 70 m di profondità.

Descrizione

Ha la forma tipica dei pesci piatti ed è molto simile al rombo liscio da cui si distingue sia per il corpo molto allargato, di forma quasi rombica, per i tubercoli ossei presenti sul corpo e per i primi raggi della pinna dorsale che sono simili agli altri.
La livrea è di solito marrone o grigiastra con macchiette e marezzature scure molto variabili.
Raggiunge 1 m di lunghezza per 12 kg di peso.

Alimentazione

È un predatore e cattura sia pesci che invertebrati.

Riproduzione

Avviene alla fine dell’inverno ed in primavera. Le uova sono molto piccole e deposte in enorme quantità (fino a 15 milioni), uova e larve sono pelagiche. Sembra che i maschi siano molto più numerosi delle femmine, sono in genere assai più piccoli.

Pesca

Simile in tutto e per tutto a quella del rombo liscio, anche le carni sono ugualmente ottime ed apprezzate.

Continua……….

Rombo peloso/Zeugopterus regius

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Il rombo peloso (Zeugopterus regius) è un pesce di mare della famiglia Scophthalmidae.

Rischio minimo

Distribuzione e habitat

Si incontra in Oceano Atlantico tra il Marocco e la Scozia, talvolta fino alla Norvegia meridionale e nel mar Mediterraneo, dove è abbastanza comune, soprattutto nell’alto Adriatico e nel golfo del Leone.
Vive su fondi rocciosi, talvolta anche su substrati detritici o sabbiosi, tra acque molto basse e 300 metri di profondità.

Descrizione

Ha corpo di contorno ovale, della forma caratteristica dei pesci piatti. La bocca è grande e gli occhi sono più grandi e ravvicinati che nelle specie più comuni di rombo come il rombo liscio o il rombo chiodato. Il primo raggio della pinna dorsale è allungato (ma viene perduto facilmente). Tutto il corpo è coperto di piccole appendici cutanee simili a peli.
Il colore è sui toni del bruno, del rossastro o del beige, a seconda del substrato su cui è posato, con varie macchie irregolari e marezzature molto variabili. Nella metà posteriore del corpo è sempre presente una macchia ocellare scura molto evidente, con centro giallastro.
La taglia media è sui 15 cm.

Biologia

Al contrario degli altri pesci piatti questa specie preferisce i fondali duri, vi si adagia rimanendovi attaccato grazie ad una sorta di “effetto ventosa” e si muove strisciando lentamente. È quasi impossibile da scorgere nel suo ambiente, in cui è molto mimetico.

Pesca

Si cattura talvolta con reti e lenze, non ha nessun interesse per la pesca professionale né per la pesca sportiva.

Continua……….

Rombo di rena/Bothus podas

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Il rombo di rena (Bothus podas Delaroche, 1809) è un pesce di mare della famiglia Bothidae.

Rischio minimo

Distribuzione e habitat

È una specie diffusa in tutto il mar Mediterraneo e nell’Oceano Atlantico orientale tra lo stretto di Gibilterra e l’Angola. Nei mari italiani è comune ovunque.
Popola fondali di sabbia sottile tra 2 e 400 metri di profondità e si incontra frequentemente in acque molto basse.

Descrizione

Ha il tipico aspetto appiattito dei pesci piatti con entrambi gli occhi sul lato sinistro del corpo, che è molto largo. La linea laterale ha una doppia curva nella sua parte più anteriore. La bocca è piccola e portata su un breve muso sporgente; la mandibola è più lunga della mascella. C’è un evidente dimorfismo sessuale: il maschio ha gli occhi molto distanti ed il profilo frontale piatto. Anche nella femmina comunque gli occhi non sono vicini.
La livrea può essere color sabbia con chiazze scure irregolari e sfumate oppure più scura con macchie ocellate scure con centro chiaro, ben definite. Quest’ultima colorazione è più frequente nei maschi.
Può raggiungere la lunghezza di 40 cm ma di solito non supera i 20 cm.

Alimentazione

Si nutre di invertebrati bentonici e piccoli pesci.

Riproduzione

Si riproduce in primavera-estate; le uova e le larve sono pelagiche. L’occhio destro migra ad una lunghezza di circa 3 cm, quando la larva ha delle macchie rosse alla base della pinna dorsale e della pinna anale.

Esemplare con livrea contrastata

Pesca

Si cattura in quantità con reti a strascico e da posta. Abbocca inoltre molto facilmente a qualsiasi esca animale ma non ha valore per le sue esigue dimensioni. Le carni sono comunque buone, soprattutto se fritte o in zuppa.

Continua…………

Rondinella di mare/Hirundichthys rondoletii

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Hirundichthys rondeletii (sinonimo Danichthys rondeletii), noto in italiano come rondinella di mare, è un pesce osseo marino della famiglia Exocoetidae.

Rischio minimo[1]

Distribuzione e habitat

Vive nel mar Mediterraneo e nell’Oceano Atlantico, ove non si trova più a nord delle acque portoghesi. Effettua migrazioni, in inverno si sposta soprattutto nel Mediterraneo orientale mentre in estate si spinge nei bacini settentrionali e nel mar Adriatico. È il pesce volante più comune nei mari italiani.
È una specie pelagica che vive sempre piuttosto al largo anche se nel periodo estivo si avvicina leggermente alle coste.

Descrizione

Ha l’aspetto tipico dei pesci volanti con le pinne pettorali molto ampie usate per effettuare dei brevi voli fuor d’acqua. In questa specie anche le pinne ventrali, inserite assai indietro, sono allungate (differenza con Exocoetus volitans, che le ha brevi). La pinna caudale è biloba, il lobo inferiore è più lungo. La pinna dorsale e la pinna anale hanno più o meo la stessa lunghezza (differenza con Cheilopogon heterurus che ha l’anale molto più breve della dorsale). La testa è corta e piatta, la bocca piccola, gli occhi molto grandi.
Il colore del corpo è azzurro iridescente sul dorso che sfume in bianco madreperleceo sul ventre. Le pinne pettorali hanno colore scuro, brune o nerastre, con un bordo trasparente e più chiare verso l’attaccatura. Pinne ventrali molto scure con la punta chiara.
Sembra che in Mediterraneo non superi i 20 cm.

Riproduzione

Le uova sono deposte all’inizio dell’estate su corpi galleggianti a cui aderiscono grazie ai filamenti adesivi che ne ricoprono la superficie.

Pesca

Si cattura quasi sempre occasionalmente con reti da posta o, dato che è molto attratto dalle luci, con la lampara. Abbocca anche alle lenze a traina.
Le carni sono discrete soprattutto se fritte.

Continua………..

Rondone di mare/Cheilopogon heterurus

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Il rondone di mare (Cheilopogon heterurus) è un pesce di mare della famiglia Exocoetidae.

Distribuzione e habitat

È diffuso nelle zone calde e temperato calde dell’Oceano Atlantico orientale, eccezionalmente a nord fino al mar del Nord e nel mar Mediterraneo occidentale, dove è la specie più comune di pesce volante.
Vive nei primi metri d’acqua, lontano dalle coste ma meno della maggioranza degli altri pesci volanti.

Descrizione

Ha il caratteristico aspetto degli Exocoetidae, con pinne pettorali allungatissime che superano la pinna dorsale e pinna caudale con lobo inferiore più lungo del superiore. Essendo una forma “a quattro ali” ha anche le pinne ventrali allungate ed inserite molto indietro. La pinna dorsale è più lunga della pinna anale e non ha nessuna macchia scura.
Il colore è azzurro iridescente sul dorso e argentato sul ventre. Le pinne pettorali sono grigie con il bordo chiaro.
Non supera i 40 cm di lunghezza.

Alimentazione

Si ciba di piccoli organismi del plancton.

Riproduzione

Si riproduce in primavera estate e depone le uova su corpi galleggianti come pezzi di legno o pietre pomici. I giovani hanno pinne pettorali corte e pinne ventrali molto più lunghe rispetto agli adulti, queste pinne sono variamente colorate di nero e giallo.

Biologia

Questo pesce, come tutti gli altri pesci volanti, per sfuggire ai predatori può spiccare voli al di sopra della superficie dell’acqua. Per la descrizione dettagliata del meccanismo vedi la voce Exocoetidae.

Pesca

Le sue carni sono discrete, viene catturato con reti da posta soprattutto lungo le coste calabresi dello Stretto di Messina.

Continua………

Rossetto/Aphia minuta

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Il rossetto (Aphia minuta) è un pesce marino appartenente alla famiglia Gobiidae.

Distribuzione e habitat

Il suo areale raggiunge la Norvegia a nord ed il Marocco a sud comprendendo il bacino occidentale del mar Mediterraneo e l’intero mar Nero. Nei mari italiani sembra più comune in Adriatico. Ha abitudini abbastanza peculiari per un gobide infatti è un pesce pelagico e vive in sciami in acque libere lontano dal fondo mescolandosi spesso a stadi giovanili di sardina ed acciuga. Si avvicina al fondale in acque costiere solo per la riproduzione.

Descrizione

Il rossetto presenta un corpo minuto, allungato e compresso ai fianchi. Le pinne sono corte, la dorsale arretrata verso il peduncolo caudale. La livrea è gialla-semitrasparente, tendente al rosa (visibile soprattutto quando il rossetto è in banchi). Il capo è macchiettato di nero, gli opercoli branchiali sono tendenti al rosso. Sul ventre è visibile una bollicina d’aria tra le fasce muscolari. Il dimorfismo sessuale è evidente: il maschio ha il corpo più alto ed il peduncolo caudale più massiccio, inoltre ha denti molto più lunghi ed è più grande.

Le dimensioni si attestano al massimo sui 4-6 cm, i maschi sono un po’ più grandi.

Alimentazione

Si nutrono principalmente di piccoli crostacei planctonici.

Riproduzione

Questi pesci si riproducono nel periodo estivo (giugno-settembre) nei pressi di fondi rocciosi, dopo aver raggiunto la dimensione di 4-5 cm. Una volta riprodotti, gli adulti muoiono, essendo una specie con durata di vita breve, di circa un anno. Le uova si schiudono poco dopo e gli avannotti vivono in acque molto basse. Una volta superata la misura di 1,5 cm i piccoli tendono a raggrupparsi in grandi gruppi e a vivere assieme per tutta la vita.

Pesca

La pesca a questo minuscolo pesce è intensa e praticata da lungo tempo, soprattutto in Romagna. Per la sua cattura si usano speciali sciabichelli, reti a strascico tirate da riva con maglie fittissime. È considerato un sostituto dei bianchetti, una specialità gastronomica costituita da novellame di acciuga e sardina la cui pesca è stata vietata.

Cucina

Questa varietà, simile ai bianchetti, (detta ruscetti o rossetti), risulta più tenace e scagliosa al palato: pur somigliandogli moltissimo. Il colore rosato è molto leggero e visibile solo guardando un branco. Sono in genere più saporiti, sono sottoposti a meno limitazioni di pesca rispetto ai bianchetti e vengono utilizzati per insaporire sughi a base di pesce, ma anche per altri usi dei bianchetti (frittelle, zuppa, farinata di ceci, ecc).

Continua………..

Ruvetto/Ruvettus pretiosus

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Il ruvetto (Ruvettus pretiosus Cocco, 1833) è un pesce di mare appartenente alla famiglia Gempylidae, unica specie del genere Ruvettus Cocco, 1833. È detto anche “pesce olio” (Oilfish).

Specie non valutata

Distribuzione e habitat

È una specie che può essere definita cosmopolita in acque temperate e calde. Nel mar Mediterraneo e nelle acque italiane non è comune.
Si tratta di un pesce batipelagico diffuso a profondità tra la superficie (molto raramente) e gli 800-1000 m.

Descrizione

Corpo allungato e fusiforme, occhi grandi, bocca molto grande che supera l’occhio armata di forti denti caniniformi. La pinna caudale è falcata, la pinna dorsale è divisa in 2 parti, l’anteriore è molto bassa con corti raggi spiniformi mentre la parte posteriore è più alta e simmetrica ed opposta alla pinna anale, le pinne ventrali sono piccole, sono presenti 2 pinnule sul peduncolo caudale. Le squame sono fornite di tubercoli ossei molto duri che sporgono dalla pelle. La linea laterale è assente.
Il colore è nero o bruno violaceo molto scuro con minute punteggiature chiare dovute ai tubercoli ossei cutanei.
La taglia può superare i 2 metri ed i 50 kg di peso.

Alimentazione

Si ciba prevalentemente di pesci, calamari e crostacei.

Pesca

Principalmente casuale con palamiti di profondità o reti a strascico.

Consumo

Le carni sono molto apprezzate (da cui il nome specifico di pretiosus) ma possono avere effetti sgradevolmente lassativi per l’alto contenuto di olio.

Insieme all’escolar ne è stata vietata la commercializzazione in Svizzera nel 2007, per i possibili disturbi alla salute (diarree, crampi, cefalee e vomito all’ingestione) causati dalla presenza elevata di esteri di cera nel suo grasso: più ridotta se sottoposto all’affumicatura a caldo, che quindi ne favorisce la commestibilità[1].

Continua…………

A
B
C
D
E
F
G
I
L
M
N
O
PA
Pe-Pesce C
PESCE P
PESCE R
PI
R
SA
SI
ST
T
V
Z