Esche da Storione

 Febbraio – Marzo

In questo nuovo articolo, come anticipato, andremo a vedere le varie esche ed alcuni nodi per legare ami e girelle. Per quanto riguarda le esche da storione sono molteplici e quasi tutte valide ma per avere risultati ottimali dobbiamo sempre informarci su come sono abituati i pesci nello specchio d’acqua dove andremo a pescare, perché ogni spot è a sé ed un’esca che ottiene ottimi risultati in un lago, può portare a zero catture in un altro. Oltre alle abitudini degli storioni nei vari laghi è bene informarsi anche sui regolamenti visto che ognuno ha il suo e le esche differiscono da lago a lago. Iniziamo con le “classiche” ovvero quelle più usate e che vanno bene quasi ovunque. Sarde fresche intere o eviscerate, aringa affumicata in filetti, trota intera o filetti (freschi o meglio ancora affumicati) ed i vari formaggini come Emmental, Galbabino e Tigre a spicchi o sottiletta. Un trucco per avere sempre sarde a portata di mano (ovviamente eviscerate) è quello di metterle sotto sale grosso ed aglio che le disidrata e le aromatizza. Oppure possiamo metterle sotto sale per 12 ore circa e poi metterle sottovuoto. Un altro trucchetto è per i filetti di trota (io uso la salmonata) che metto sotto sale grosso e zucchero per 12 ore poi li lavo , li asciugo e li metto sotto olio di sarda e quando vado a pesca sono perfetti all’amo ed aromatizzati. Altre esche molto valide sono quelle uscite nel corso degli anni dalle varie aziende od adattate a questa pesca con ottimi risultati. Todeschini fa una serie di esche veramente interessanti come le pastine a vari gusti e le HookBait fatte con ingredienti di una loro ricetta personalizzata con aggiunta di feromoni, essenze particolari naturali e non chimiche, sale, zucchero…con tutti ingredienti provenienti dagli USA e da altri paesi e comunque sempre con prodotti naturali che non fanno male al pesce o all’acqua. Ha una bella gamma di pop up a vari gusti fatte anch’esse con ingredienti ed aromi naturali. Sempre Todeschini fa anche una serie di liquidi per aromatizzare le esche, più gelatinosi grazie a particolari addensanti che li rende molto simili a gel e li fa stare per più tempo sull’esca. Poi ci sono sempre della stessa linea i vari gel molto resistenti e persistenti con un odore che si sente a km di distanza! Altre esche valide per la pesca allo storione sono le pop up ai gusti pesce o formaggio, le boiles sempre pesce o formaggio, i vari pasterelli al pesce, le microsfere che si possono usare sia per pasturare (magari se si pesca con pop up o bboiles pellet in un sacchetto di pva) o come pasta da innescare direttamente all’amo. Molto validi anche i vari pellet morbidi nati per la pesca alla trota o al siluro come quelli della Berkley Gulp powerbait che si possono innescare direttamente nei gusti pesce, formaggio o sangue. Pellet perforato dai 16 mm in su, molto buoni quello di Dynamite o Anaconda. Ottima anche la pasta swimstim di Dynamite Bait gusti halibut o red krill. Possiamo anche aromatizzare o dippare le nostre esche con i liquidi prodotti da tanti brand molto validi, secondo me, quelli di Illex in gel nitrobooster e lo fanno anche spray o Dynamite che produce una gamma veramente ampia di aromi. Questa è una panoramica delle esche ma probabilmente ce ne sono anche altre…in ogni caso, come anticipato all’inizio dell’articolo, è sempre bene informarsi al lago dei regolamenti in merito alle esche che si possono utilizzare e sulle abitudini “alimentari” dei pesci presenti. Vediamo qualche nodo per girelle ed ami. A mio parere i nodi validi sono pochi ed io ne uso 3 nello specifico: il Palomar, l’Herkules ed il nodo non nodo del quale esistono tante versioni. Il Palomar è un nodo facile da realizzare e viene stimato che mantenga il 95% circa del carico di rottura del filo. È un nodo che va benissimo sia per essere fatto sulla girella sia sull’amo. L’Herkules è un nodo meno conosciuto e di un po’ più difficile realizzazione, non ho percentuali di tenuta ma, per esperienza personale, ha una tenuta altissima. Come il Palomar, ottimo sia per amo che per girelle. Il nodo non nodo è dedicato solitamente alle legature per amo. Come detto in precedenza lo si può fare in diversi modi ed è ottimo per pescare con boiles, pop up, pellet. Nodo proveniente dal carpfishing ma di grande aiuto nella pesca allo storione quando decidiamo di pescare con determinate esche. Esistono anche un altri nodi come il Crawford che ha una tenuta stimata del 90% del carico di rottura del filo, il nodo a 6 spire sull’indice (usato molto nel big game) ma sono un po’ più complicati da realizzare e, secondo me, i 3 che vi ho indicato sono polivalenti e vanno più che bene per tutte le situazioni. Se volete una descrizione o delle informazioni più specifiche sui nodi oppure volete lasciare commenti o richieste, potete contattarmi al mio profilo Instagram claudiopasserini_83, al mio profilo Facebook https://www.facebook.com/passe83 oppure potete scrivere alla redazione di Pesca’more che vi metterà in contatto con me. Se poi sarete in molti farò uno speciale dedicato ai nodi ed i modi per realizzarli. Il prossimo articolo sarà un fuori programma, come ce ne saranno
altri, su una bellissima realtà Toscana. Un lago che sta investendo tanto in storioni per regalarci sempre più divertimento! I Laghi Reali di Leonardo!

Le montature da Storione

Gennaio – Febbraio

Ciao a tutti, sono Claudio Passerini e come promesso eccomi con il secondo articolo della rubrica per la
pesca allo storione dove andremo a trattare le montature nel dettaglio. Canne, mulinelli, fili, piombi, girelle
ed ami li vedremo approfonditamente più avanti quando parleremo di attrezzature uno per volta. Iniziamo
subito con la montatura a pippotto dove comunque consiglio di montare un segnare segnalatore di
abboccata se peschiamo a lunga distanza. Come lenza madre solitamente si usano nylon di diametri
consistenti e comunque consiglio di rimanere in un range compreso tra 0.50 e 0.70 e, secondo me, meglio
usare fili con un peso specifico maggiore in modo che si riesca a tagliare la lente dell’acqua più facilmente
per far scendere il filo. Do sempre una piccola ferrata comunque per far “affondare” il filo. Ogni lago ha le
sue regole ma il trecciato in bobina è comunque quasi sempre vietato e lo sconsiglio vivamente per la
salvaguardia del pesce che è al primo posto! Come sconsiglio la seconda ferrata che può provocare danni al
pesce. Come nylon ne esistono tantissimi di tutte le marche, personalmente mi trovo molto bene con il
black commander della linea il filibustiere che ha un peso specifico alto e questo permette un
affondamento maggiore ed è un filo dalla tenuta esagerata. Dopo il nylon da mettere in bobina dobbiamo
dotarci di pippotto che varia come grammatura da 10 a 50 gr a seconda di dove andiamo a pescare e delle
condizioni. Anche qui io utilizzo pippotti Todeschini in quanto sono in materiale eva verniciato il che non
permette al pippotto di assorbire acqua e di conseguenza rimarrà in pesca sempre come lo abbiamo tarato
per tutta la durata della sessione. Avremo bisogno poi di un piombo passante del peso che più preferiamo a
seconda di dove andremo a pescare, delle perline paracolpi o salvanodo di dimensioni adeguate al filo, di
una girella dalla tenuta consistente, un pezzo di trecciato per il finale e qui di solito un diametro da 0.50 a
0.65 (la misura più indicata, secondo me, è 0.65) ed un amo che dipenderà dell’esca che utilizzeremo di
misura compresa tra 2/0 al 5/0 anche se non esiste una tabella di riferimento per la dimensione e pertanto
non è possibile paragonare ami della stessa misura di marche diverse. Andiamo ad inserire nella lenza
madre il pippotto che sarà scorrevole, il piombo anch’esso scorrevole, la perlina (io ne metto 2 solitamente
soprattutto con piombi di un certo peso), poi andiamo a legare la girella. Sull’altro anello della girella
faremo una legatura con il terminale in trecciato al quale sarà attaccato l’amo. Il terminale va fatto
solitamente di una lunghezza di circa 30/35 cm per avere una giusta sensibilità e comunque varia anche a
seconda del lago dove andiamo a pescare. La stessa montatura la faremo per la pesca con l’anello ma
togliendo il pippotto ed inserendo il segnalatore d’abboccata tra il primo ed il secondo anello della canna.
Come segnalatore di abboccata si possono usare l’anello od altre tipologie l’importante è riuscire a vedere il
movimento del filo e capire se è un passaggio od una mangiata per ferrare al momento giusto. Ripeto cosa
molto importante dare 1 sola ferrata e quando si porta il pesce a riva usare sempre un tappetino per
proteggere e salvaguardare la salute degli storioni! Queste sono le montatura base a pippotto ed anello o
segnalatore (quando vedremo i vari laghi inserirò anche la tipologia di montatura consigliata). Possono
variare nella parte del finale a seconda dell’esca con cui pescheremo che sia sarda, pop up od altro che
vedremo più avanti (insieme a qualche trucchetto)! Una piccola infarinatura anche sulla montatura con la
boa che è una tipologia usata più raramente e non da tutte le parti. Questa è la montatura: stopper o
chicco di riso (con il quale decideremo la profondità alla quale far stare in pesca la nostra esca), boa (di
solito da 80 a 150 gr ma anche più pesanti), piombo non del peso pari alla boa perché poi andremo ad
innescare la trota intera quindi un 50/80 gr sono più che sufficienti, perlina, girella, finale e trota intera. Se
non riuscite a trovare qualcosa io di solito mi servo nel mio negozio di fiducia Todeschini per la pesca che è
sempre ben fornito! Nel prossimo articolo tratterò le esche ed i nodi per legare ami e girelle. Un saluto

Claudio Passerini

Pesca allo Storione

Gennaio – Febbraio

Ciao, da oggi inizia questa nuova avventura con una rubrica dedicata alla pesca allo storione dove andremo a trattare le varie tecniche e montature, le esche, i luoghi e soprattutto le attrezzature. Mi chiamo Claudio Passerini sono circa 25 anni che pesco, cementandomi con diverse tecniche ma da circa 8 anni ho iniziato a dedicarmi alla pesca allo storione con passione e ottimi risultati. La pesca allo storione è in forte espansione su tutto il territorio, è molto divertente, i “combattimenti” sono stancanti e gratificanti. È una pesca di attesa e attenzione. Lo storione è generalmente un pesce spazzino quindi “razzola” sul fondale anche se, in alcuni casi, lo si pesca anche con un pesce che di solito è una trota intera a mezz’acqua. Attualmente in Italia, purtroppo, lo storione si trova per la quasi totalità nei laghi privati tranne rarissimi casi di avvistamenti nei fiumi e qualche regione come la Lombardia che sta mettendo in atto un progetto chiamato “Life Ticino Biosurce” per la reintroduzione dello storione cobice e ladano che sta avendo ottimi risultati. Le specie di storioni sono tante ma le 4 più diffuse nei nostri laghi sono 4: bianchi, russi, pinocchi e huso huso. Raggiungono taglie considerevoli superando i 100 kg ed ormai si sono adattati al nostro clima anche se rimane un pesce che predilige comunque il freddo e d’estate è un po’ più apatico e restio a mangiare quindi le catture diminuiscono anche se in realtà entrano in gioco tanti fattori in primis la quantità e profondità dell’acqua. Ma entriamo nello specifico e quindi nelle tecniche di pesca che sono principalmente 2: la pesca con il pippotto e quella con l’anello. Poi ci sarebbe anche la boa (trota intera a mezz’acqua) che vedremo più avanti. La pesca con il pippotto non è altro che una pesca a fondo ma con un pippotto (galleggiante molto grande di varie forme e misure) scorrevole che può essere piombato o meno come segnalatore. La pesca con l’anello è un pesca a fondo nella quale come segnalatore viene usato un tondo chiamato anello solitamente in materiale gommoso posto tra il primo ed il secondo anello della canna. Dopo questa prima infarinatura vi aspetto nel prossimo articolo dove tratteremo nello specifico le montature.

Claudio Passerini