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Pagello bastardo/Pagellus acarne

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Il pagello bastardo, chiamato anche fragolino bastardo (Pagellus acarne) è un pesce di mare appartenente alla famiglia Sparidae.

Denominazioni dialettali italiane

Il pagello fragolino è conosciuto, nelle varie regioni italiane, con nomi dialettali diversi:[1]

Regione Denominazione
Calabria luvuru, scazzupulu
Campania mafrone , praulo, prauto, scarzoppola, scarzuso
Liguria roello, ruello, cua-russa
Puglia frau, fraula, lutrina, scardedde
Sardegna pagellottu
Sicilia mupa, mupo, scarzolbulo
Toscana pagello, pàrago, mafrone
Veneto albaro bastardo
Venezia Giulia alboro pagnesco

Distribuzione e habitat

Il suo areale comprende l’intero mar Mediterraneo e l’Oceano Atlantico orientale tra il golfo di Guascogna (occasionali catture anche dal mare del Nord) e le acque senegalesi. Nei mari italiani è comune, un po’ meno nel nord Adriatico.

È legato a fondi mobili e si trova principalmente su sabbia o fango tra 5 e 500 m di fondale. I giovani si possono trovare anche tra gli scogli o le posidonie.

Descrizione

Ha una sagoma piuttosto allungata per uno sparide ed ha una caratteristica gibbosità frontale che rende abbastanza inconfondibile il suo profilo. L’occhio è più piccolo ed il muso più lungo che in Pagellus bogaraveo. C’è una macchia nera alla base della pinna pettorale.

La livrea è variabile, il dorso può essere argentato, grigiastro o rosa, i fianchi sono argentati con riflessi rosa. Il pesce morto ha uniforme colorazione argentata. La cavità della bocca è rossa.

La lunghezza media è di 25 cm, ma può raggiungere i 36[2].

Riproduzione

Si riproduce in estate ed autunno. È ermafrodita proterandro, nasce maschio e diventa femmina con l’età, comunque alcuni pesci nascono femmine ed altri restano maschi tutta la vita.

Biologia

Gregario. I giovani formano fittissimi banchi che diventano gruppi sparsi nell’età adulta.

Pesca

Si cattura sia con reti che con lenze e palamiti. Le carni sono ottime.

Gastronomia

Dotato di carni eccellenti, risulta piuttosto asciutto grigliato, quindi se ne consiglia la marinatura in olio d’oliva e sale per qualche ora prima della cottura.[1]

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Pagello fragolino/Pagellus erythrinus

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Il fragolino o pagello fragolino (Pagellus erythrinus) è un pesce di mare appartenente alla famiglia Sparidae. È anche noto, specialmente nel Sud Italia, con il nome di lutrino (cfr. greco moderno Λυθρίνι).

Rischio minimo[1]

Denominazioni dialettali italiane

Il pagello fragolino è conosciuto, nelle varie regioni italiane, con nomi dialettali diversi:[3]

Regione Denominazione
Abruzzo Arboreto
Calabria Pissogna
Campania Lustrino, Lutrino, Luvaro
Lazio Pagello rosso
Liguria Pägas, Pägao veazo, Fagen, Pageo, Pàrago
Marche Arboleto, Arboletto
Puglia Frajo, Fraru, Lutrinu russu
Sardegna Lémaru, Murudu, Pagellu eru
Sicilia Uvaru, Aluvaru, Luuru, Mucco rosso, Brogagnanu, Pragagnanu, Propognatu, Paolotto
Toscana Fragolino, Mafrone, Pagello, Parago
Veneto Medagia, Medagiola
Venezia Giulia Ribòn, Rabòn, Arbùn, Fagaro, Madagiòn

Distribuzione e habitat

Il suo areale comprende il mar Mediterraneo, il mar Nero (dove però è raro) e le coste dell’Oceano Atlantico orientale tra l’Angola e la Manica, occasionalmente più a nord. È comune lungo le coste italiane.

Vive di solito su fondi mobili, soprattutto a sabbia grossolana, tra 5 e 150 metri di profondità. I giovani sono più costieri.

Descrizione

Ha un aspetto tipico di uno sparide, alto e compresso lateralmente. Il muso è più acuto che negli altri Pagellus e la fronte è quasi rettilinea.

La livrea è rosata sul dorso e fianchi per digradare nell’argenteo del ventre. Il pesce vivo ha punti azzurri su tutto il dorso ed un bordo di colore rosso all’opercolo branchiale.

Raggiunge 60 cm di lunghezza[4].

Alimentazione

Si nutre di invertebrati ed anche di piccoli pesci.

Riproduzione

Emette uova pelagiche in primavera ed estate. È un ermafrodita proterogino (ovvero nasce femmina per diventare maschio con l’età, ma esistono anche maschi primari, vale a dire per tutta la vita).

Biologia

Prevalentemente notturno. Vive in branchetti poco coesi.

Pesca

Si cattura con lenze e con reti ed è apprezzato per le carni ottime.

Gastronomia

Pesce di carni gustose, può essere convenientemente grigliato o cotto in forno.[3]

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Pagro/Pagrus pagrus

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Pagrus pagrus, conosciuto solitamente come pagro , è un pesce d’acqua salata appartenente alla famiglia Sparidae.

In pericolo

Denominazioni dialettali italiane

Il pagro è conosciuto, nelle varie regioni italiane, con nomi dialettali diversi:[1]

Regione Denominazione
Abruzzo Sagro
Liguria Pagao addentaxoú, pagao büffo, Bezugo, Pagao adentou, Pagao teston
Marche Sagro
Puglia Bufalacu, Fraie, Marrafone, Sparo bastardo
Sardegna Su paguru, Prainu
Veneto Alboro-pagnesco, Sparo d’Istria, Tàboro, Albaro pagro
Venezia Giulia Cantarella, Tabarà, Prago, Pagari
Sicilia Pauru

Distribuzione e habitat

Questo pesce è diffuso nel Mar Mediterraneo e nell’Atlantico, dai 30 ai 150 metri di profondità, spesso in prossimità di secche coralline.

Descrizione

Presenta un corpo voluminoso ma agile, rossastro-bruno con fasce di colore giallo alternate a brune, pinne rosse. Anche di grandi dimensioni (fino a 15 chili di peso per la lunghezza di un metro), normalmente tra i 2 e i 5 chilogrammi.

Riproduzione

È una specie ermafrodita: la maturità sessuale è raggiunta a 3 anni di età (con una taglia in media di 24 cm), ogni individuo è prima femmina, poi invecchiando assume la sessualità maschile.

Alimentazione

Il Pagro si ciba di pesci, molluschi e crostacei.

Predazione

È preda di Seriola dumerili nonché di alcuni squali della famiglia Triakidae.

Gastronomia

Di carni simili a quelle dell’orata ma meno pregiate, può essere cucinato esattamente nei modi in cui si cucina quest’ultima.[1]

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Pagro reale/Pagrus auriga

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Distribuzione e habitat

È diffuso nel mar Mediterraneo ma soprattutto nelle zone meridionali ed infatti scarseggia nei mari italiani. È presente anche nell’Oceano Atlantico orientale tra il Portogallo e l’Angola.
Vive su fondi duri tra i 10 ed i 150 m, i giovani vivono spesso in acque basse mentre i vecchi esemplari stanno in profondità

Descrizione

Non troppo dissimile dal pagro, si riconosce per il corpo più alto e per i giovani che hanno 2 raggi molto allungati sulla pinna dorsale.
La livrea è caratteristica nei giovani che hanno 5-7 larghe fasce verticali di colore rosso vivo, di spessore disuguale fra loro, sui fianchi mentre gli adulti tendono a diventare uniformemente rosati.
Raggiunge i 75 cm.

Riproduzione

Questa specie è ermafrodita proterogina, l’inversione sessuale (da femmina il pesce diventa maschio) avviene ad una lunghezza di circa 55 cm.

Pesca

Si cattura come il dentice e le carni sono ugualmente apprezzate.

Nota tassonomica

Questa specie ed il pagro reale maschio sono state a lungo confuse e la loro posizione tassonomica è stata chiarita solo da pochi anni.

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Paguro/Pagurus

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Il genere Paguro (Pagurus, Fabricius, 1775) appartiene alla famiglia dei Paguridi.

I paguri sono crostacei con addome ricurvo e molle. Il paguro vive in conchiglie vuote di gasteropodi su cui talvolta attacca spugne o attinie velenose per mimetizzarsi e difendersi. In caso di pericolo esso può ritirarsi completamente all’interno della conchiglia. La parte terminale della coda del paguro è adatta per afferrare fortemente la conchiglia che porta sempre con sé.

Quando cresce e le dimensioni della conchiglia non sono più adatte cerca una nuova conchiglia per potersi proteggere.

Al mondo ci sono circa cinquemila specie conosciute[1], la quasi totalità delle quali vive in ambiente acquatico, ma ai tropici ne esistono anche di tipo terrestre.

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Palamita/Sarda sarda

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La palamita (Sarda sarda) è un pesce di mare appartenente alla famiglia Scombridae.

Rischio minimo[1]

Distribuzione e habitat

È diffusa nel mar Mediterraneo, nel mar Nero (dove non si riproduce) e nell’Oceano Atlantico a nord fino alla congiungente tra la Scandinavia ed il Canada ed a sud tra l’Angola e l’Argentina. È molto raro nei territori posti all’estremo dell’areale.

È un pesce dalle abitudini nettamente pelagiche e si può trovare sia in alto mare che in acque costiere. È frequente imbattersi in banchi numerosi di questi pesci predatori anche nel sotto costa, ma solo quando le condizioni meteorologiche e marine lo consentono. Trattasi, però, di esemplari piuttosto giovani.

Descrizione

È un pesce dal corpo fusiforme, molto idrodinamico, con testa appuntita, peduncolo caudale sottile con 2 carene laterali, coda falcata, caratteristiche che conferiscono una considerevole potenza al suo nuoto. La bocca è ampia e supera l’occhio ed è armata di numerosi denti conici abbastanza evidenti. Le pinne dorsali sono due: quella anteriore è più lunga e triangolare, con altezza decrescente e bordo superiore dritto; la seconda, contigua, è corta ed opposta all’anale. Le pinne ventrali e le pinne pettorali sono piccole. Esistono inoltre due serie di pinnule.

Il colore è azzurro metallico sul dorso e digrada in un colore argenteo sui fianchi, per assumere un colore bianco madreperlaceo sul ventre. Sul dorso ci sono 7-10 barre nere o grigiastre oblique, quasi orizzontali.

Arriva a misurare 80 cm per 10 kg di peso, ma normalmente è più piccola.

Alimentazione

Carnivora e predatrice, questa specie caccia principalmente piccoli pesci come acciughe, sardine, aguglie, eccetera.

Riproduzione

Avviene in primavera-estate. I giovani portano bande scure verticali.

Biologia

È una specie gregaria, che vive sempre in banchi. Effettua lunghe migrazioni e si avvicina alle coste in periodi diversi a seconda delle località, in autunno nel mar Ligure, in estate nel golfo di Napoli, in primavera in Sicilia, ecc.

Pesca

Date le carni ottime e la sua indole combattiva è molto apprezzata sia da pescatori sportivi che da pescatori professionali: i primi la insidiano soprattutto dalla barca con la tecnica della traina e da terra a spinning, mentre i secondi la catturano soprattutto con apposite reti, denominate “palamitare”. Le sue carni sono adatte ad essere conservate sott’olio come quelle del tonno rosso. In determinati periodi dell’anno, che variano da zona a zona è possibile insidiarla pure da riva con la tecnica dello spinning con artificiali di medie dimensioni.

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Palamita bianca/Orcynopsis unicolor

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La palamita bianca (Orcynopsis unicolor) è un pesce di mare appartenente alla Famiglia Scombridae. Si tratta dell’unica specie del genere Orcynopsis.

Distribuzione e habitat

È una specie presente nell’Oceano Atlantico orientale tra il Senegal e lo stretto di Gibilterra, raramente può arrivare a nord fino alla Scandinavia, nei mesi estivi. Nel mar Mediterraneo è molto comune lungo le coste meridionali e rara nei mari italiani.

È più costiera rispetto alla palamita comune.

Descrizione

Molto somigliante alla palamita comune come forma del corpo, che è comunque più alto e compresso, si riconosce comunque per i caratteri delle pinne e della livrea. La prima pinna dorsale è assai più alta e di colore nero (con una piccola parte bianca nella parte posteriore), la seconda dorsale è anch’essa più alta, così come la pinna anale. La colorazione è assai più uniforme, il dorso è azzurro acciaio, il ventre ed i fianchi bianco madreperlacei, le pinne, eccetto la prima dorsale, sono giallastre. I giovani possono avere macchie brunastre oblunghe sui fianchi.

Raggiunge la lunghezza di 1,30 m per 13 kg di peso in Atlantico mentre in Mediterraneo non supera gli 80 cm.

Alimentazione

Si nutre soprattutto di altri pesci.

Riproduzione

Si riproduce in estate.

Biologia

Pur essendo gregaria non forma mai i grandi banchi tipici della palamita comune.

Pesca

Simile in tutto e per tutto a quella impiegata per la palamita.

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Palombo/Mustelus mustelus

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Il palombo[1] (Mustelus mustelus), conosciuto comunemente anche come palombo comune o palombo liscio, è uno squalo non pericoloso per l’uomo appartenente alla famiglia Triakidae.

In pericolo

Distribuzione e habitat

Questa specie vive sulla piattaforma continentale dell’Oceano Atlantico orientale, al largo delle Isole Britanniche e della Francia fino al Sudafrica, compreso il Mar Mediterraneo, il Mar Adriatico, Madera e le Isole Canarie, a una profondità compresa tra i -5 e i -625 metri.

Descrizione

Il palombo ha una colorazione uniforme grigia o grigio-bruna sul dorso e bianca sul ventre. La sua lunghezza è superiore ai due metri. Possiede 2 pinne dorsali: la prima è posta davanti alla ventrali, la seconda è situata anteriormente all’anale. Il lobo inferiore della pinna caudale è meno sviluppato di quella superiore. Possiede 5 fessure branchiali laterali, piccoli denti e una testa appiattita.

Riproduzione

È viviparo e gli embrioni hanno una placenta vitellina.

Alimentazione

Il palombo si nutre principalmente di crostacei, cefalopodi e aringhe.

Pesca

Viene catturato con la pesca a strascico e utilizzato per l’alimentazione umana, per ricavarne olio di pesce e per farne mangime per animali.

Caratteri nutrizionali

  • Proteico: 16 g
  • Lipidi: 1,2 g
  • Calorie: 80 kcal

(per 100 g di prodotto)[2]

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Palombo stellato/Mustelus asterias

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Il palombo stellato (Mustelus asterias Cloquet, 1821) è uno squalo della famiglia dei Triakidi. Viene attivamente pescato per il buon sapore delle sue carni.

Rischio minimo[1]

Descrizione

È uno squalo di medie dimensioni (50-100 cm, sebbene talvolta possa raggiungere anche i 140 cm). Ha il dorso grigio-bruno ricoperto da una serie di puntini bianchi a cui deve il nome; il ventre è bianco.

Distribuzione

Vive lungo l’Oceano Atlantico orientale, dalle Isole Britanniche alle Canarie. Si incontra anche in quasi tutto il Mediterraneo.

Vive sulla piattaforma continentale, sul fondo o nei pressi di esso.

Biologia

Si nutre soprattutto di crostacei, come granchi e aragoste. Può migrare verso la costa in estate. Nuota attivamente in cattività[2]. La riproduzione è vivipara.

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Passera pianuzza/Platichthys flesus

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La passera pianuzza (Platichthys flesus) è un pesce di mare della famiglia Pleuronectidae.

Rischio minimo[1]

Distribuzione e habitat

Questa specie ha una distribuzione di tipo disgiunto, infatti ha un areale principale nel Nord Atlantico dal mar Bianco allo stretto di Gibilterra, compresi il mar Baltico occidentale ed il mar del Nord, ed uno secondario o relitto nel nord Adriatico e nei mari Nero e d’Azov. Durante le glaciazioni probabilmente quest’areale era unico, poi, con il progressivo riscaldamento del clima, questi pesci sono potuti sopravvivere solo nelle aree più fredde e dissalate come l’Adriatico ed il mar Nero.
Vive su fondi sabbiosi e fangosi, a basse profondità, essendo una specie assai eurialina si trova nelle lagune e può risalire i fiumi per diversi chilometri, soprattutto in estate.

Descrizione

Un esemplare fotografato nei mari dell’Estonia

Ha il non comune aspetto tipico di tutti i pesci piatti, ed anche per questa specie entrambi gli occhi sono sul lato destro del corpo. Il corpo è ovale, meno espanso lateralmente che nel Rombo chiodato.

Lungo la base della pinna dorsale e della pinna anale c’è una fila di squame ingrandite a placchetta spinosa. Dietro la pinna pettorale ci sono alcuni tubercoli simili. La linea laterale è quasi dritta.

Il colore del lato oculare è spesso scuro, marmorizzato o cosparso di macchiette. Il lato cieco è in genere bianco.

Raggiunge al massimo i 40 cm di lunghezza.

Biologia

Alimentazione

Si nutre di invertebrati e di piccoli pesci, soprattutto ghiozzi.

Riproduzione

Avviene in mare in inverno, in grandi gruppi di individui. La femmina può produrre un grande numero di uova, fino a 2.000.000.

Pesca

È una preda ambita sia dai pescatori professionisti che da quelli sportivi (che la insidiano a fondo a causa delle ottime carni). Si cattura con reti a strascico.

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