In Barca

– Uscita Ottobre –

Autore: Gabriele Di Lorenzo
Foto di: Simone Candia
Team: Pesc’amore
Tecniche: In Barca
Zona: Napoli

Si avvicina il periodo della pesca alle seppie, in questo articolo cercherò di spiegarvi come approcciarvi a questa tecnica.
Come in quasi tutte le tecniche di pesca i cambi di luce sono i momenti migliori in cui provare e questa regola vale anche per le seppie.
Praticando questa tecnica dalla barca , dobbiamo prendere in considerazione un punto fondamentale la barca deve scarrocciare perché in assenza di corrente o vento ci sarà difficile entrare in pesca.
La seppia di solito la troviamo dal sotto costa fino a 12, 15 mt di profondità .
L’assetto di pesca e molto semplice , piombo scorrevole dai 10 ai 50 g girella e un bracciolo di 50 dello 0.28 cm su cui monteremo un piccolo moschettone da spinning al quale andremo a montare la nostra esca ( un imitazione di gambero).
Una volta fatta la nostra lenza dovremo far calare il piombo sul fondale e grazie allo scarroccio della nostra imbarcazione entriamo in pesca facendo strusciare il piombo sul fondo e subito dietro il nostro terminale con il gambero.
I gamberi per pescare le seppie ad oggi ne troviamo in diverse misure e colorazioni , il consiglio che mi sento di dare e quello di avere almeno due colori per tipo, dato che molto spesso il colore in questa tecnica fa la differenza e variare appunto sulla scelta di essi dal blu, verde , rosso e giallo.
Come esperienza personale ho avuto maggior successo in questa tecnica con situazioni di mare calmo e tramontana e acqua pulita , se dovessimo notare che lo scarroccio supera il nodo 1/5 bisognerà utilizzare l’ausilio dell’ancora galleggiante in modo da rallentare.
In caso di assenza di corrente ci potremmo approcciare ala ricerca delle seppie lanciando e recuperando la nostra esca con la canna da pesca effettuando un recupero non troppo veloce con brevi paure a far toccare l’esca sul fondo.
Consiglio di utilizzare un retino per recuperare la seppia di quelli con le maglie di gomma utilizzati per trout area in modo da non creare garbugli con la corona del gambero.
Spero di esservi stato utile Gabriele Di lorenzo.

– Uscita Settembre –

Autore: Gabriele Di Lorenzo
Team: Pesc’amore
Tecniche: In Barca
Zona:

 

Affrontare una battuta di pesca in verticale

Cosa si intende per pesca in verticale e in che modo la si può praticare?
La Pesca verticale racchiude appunto quelle tecniche che vengono praticate calando
l’esca direttamente sul fondo, perpendicolare rispetto alla barca e cercando di
stimolare un attacco di un predatore attraverso movimenti ripetitivi della nostra
canna da pesca.
Per iniziare possiamo suddividere il fondale in tre aree , di superficie , quella di
mezz’acqua e quella fondo.
In base all’area in cui pescheremo potremo cercare di insidiare una specie piuttosto
che un’altra, se cerchiamo dentici o cernie difficilmente le cercheremo in superficie
essendo pesci di tana, o se vorremo provare a pescare i tonni o palamiti li troveremo
appunto nella prime fascia d’acqua.
Per affrontare una battuta in verticale possiamo impostare la nostra sessione di pesca
in diversi modi con un approccio leggero o light utilizzando esche dai 3g ai 40g
oppure medio light dai 40 fino ai 150g o i classici jig da 200 ai 350g.
La scelta dell’esca oltre a variare in base alla corrente al fondale su cui si desidera
pescare, varia in base al movimento durante la fase di recupero e scesa. quelle più
utilizzate sono appunto i jig piombi colorati con varie forme o i gommati esche
siliconiche che imitano pesci foraggio.
Il jig lo possiamo dividere in due categorie, quello piatto che tende a scendere molto
lentamente e a sfarfallare in acqua, il long che tende a bucare l’acqua perciò scende
molto rapidamente sul fondo (ideale per alti fondali 100 mt o oltre) e in fase di
recupero tende ad avere movimenti più frenetici .
La gomma invece che viene utilizzata prettamente per lo slowpitch , con jerkate
molto ampie e lente facendo saltellare l’esca nei pressi del fondale può essere la carta
vincente quando le nostre prede sono apatiche o mangiano male!!!
Le canne che abbiamo oggi sul mercato sono veramente tante sia da slow pitch ( un
jigging molto leto) che da vertical puro , i maestri indiscussi di queste discipline
vengono dal Giappone e anche la maggior parte dell’attrezzatura per praticarlo, non è
da sottovalutare il mercato italiano che ormai tiene testa alle più blasonate case
nipponiche, io ho avuto modo di testare diverse canne prodotte in Italia per la pesca a
slowpitch e vertical jigging e non temono nulla, testate con i Giante trevally , Cernie
e riccioloni oceanici hanno superato brillantemente tutti i test.
Essendo una pesca molto gravosa i mulinelli a bobina rotante sono più indicati ma
anche meno pratici per chi si avvicina ora a questa disciplina ovviamente anche i
mulinelli a bobina fissa vanno bene ma devono essere di fascia medio alta dato che
verranno sottoposti a sforzi esagerati, in bobina andremo a mettere per il jigging un
buon trecciato da 50 lb o 80 lb mentre per lo slwo pitch un 30 lb può bastare.
Per saperne di più su questa fantastica tecnica seguimi sulla mia pagina facebook
Gabriele Di Lorenzo o sulla pagina dedica al mio centro pesca Fish on Adventure
dove potrai trovare tutorial e video catture direttamente dall’oceano indiano
Gabriele Di Lorenzo