In autunno la lampuga, chiamata in molte regione “capone”, si avvicina alle coste per deporre le uova e può essere insidiata in questo periodo con varie tecniche. Può raggiungere due metri e venti chili, ma nel Mediterraneo non supera gli otto ed è appetibilissimo, oltre che per i suoi bellissimi colori, per le carni assai pregiate.
Le lampughe amano da noi la stagione calda essendo il loro habitat di origine quello oceanico delle zone tropicali. Si muovono in prossimità delle scogliere, dove ci sono salti di fondale interessanti, e dove avvengono le migrazioni del pesce foraggio come sardine, acciughe, piccoli cefali, aguglie e sugarelli. A volte si possono trovare spesso anche nelle dighe dei porti e nella zona della loro imboccatura.

Isolotti artificiali per insidiarla da barca

Una particolarità di questa specie è l’amore per le aree ombreggianti, per cui in Sicilia i pescatori a volte al largo isolotti artificiali, realizzati con foglie di palma legate fra loro e zavorrate, con l’intento di intercettare i branchi e calare le reti a circuizione. L’usanza è diffusa a Porto Palo e Capo Passero.
Per insidiare questo pesce dobbiamo puntare in ogni caso su acque limpide, preferibilmente con il mare calmo, sia con il solleone sia all’alba, un orario che risulta pure propizio. Va tenuto conto del fatto che la lampuga, a differenza di altre specie, non ha abitudini crepuscolari. Quando sono a caccia si notano facilmente: i salti sull’acqua, infatti, sono un loro modo di farsi notare.

Artificiali semplici per farla abboccare

A differenza di chi ha la possibilità di insidiarlo dalla barca, dove c’è abbondante presenza di mangianze, l’attrezzatura da terra dovrà essere orientata in base alle dimensioni dei pesci che frequentano lo spot. Se non volete sbagliare, potete usare lo stesso assetto che si usa per lo spinning ai serra. Risulta perciò efficace e comoda una canna da 2,70 mt, con azione medium-fast e potenza 15-60 gr. Il mulinello andrà bene 4500 tipo Shimano o 5000 tipo Daiwa, con bobina da caricare con un buon trecciato da 28 lb e un finale in fluorocarbon del 30.

Tra le tante catture dei Caponi il Team maretecnico porta a bordo anche un pesce castagna !


La lampuga non è attratta da chissà quali congegni e se ha voglia di attaccare lo fa rapidamente su qualsiasi artificiale. Le esche ottime per la sua cattura sono i popper, gli ondulanti, le skipper lures, i minnows, ma anche i jig, tutti di dimensioni medie, intorno agli 8-10 cm. Vanno bene tutte le colorazioni, dalle tinte naturali alle argentate per finire a quelle più sgargianti. L’artificiale può essere efficacemente sostituito dal vivo, del tipo che la lampuga è solita cacciare, cercando di mantenerlo a galla.


Questo pesce è estremamente combattivo, soprattutto quand’è di grosse dimensioni. Non sono da sottovalutare, dopo l’abboccata, le fughe senza una direzione esatta, con salti esagerati dall’acqua nel tentativo di slamarsi a forza di testate. La lampuga non sarà mai stanca fino a che non l’avrete portata fuori dall’acqua. Anche con il guadino non è facile salparla: cercherà fino all’ultimo di saltare fuori.
È uno di quei pesci non facili da incontrare, ma la soddisfazione che procura all’angler ripaga sempre della lotta.

Cristian Battista (Pesc’amore)

Copyright: Pesca Da Terra

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