Salvo Bella svela come costruisce i barchini radiocomandati per laghi e mare

“Salvo Bella svela come costruisce i barchini radiocomandati per laghi e mare”
Go & Bait
Si chiama Salvo Bella, è un ultradecano del giornalismo (specializzato in cronaca nera) ma è diventato popolare nel mondo della pesca per i barchini radiocomandati che progetta e costruisce a Legnano, in provincia di Milano, in modo del tutto artigianale. Negli ultimi dodici mesi fanno la fila gli appassionati di surfcasting per avere un esemplare del suo SeaJet 1250, una sorta di siluro governabile da riva a distanze superiori a mezzo chilometro, con un gancio elettronico che permette di liberare dove si vuole un terminale armato con esche di peso ragguardevole. Lo stesso barchino viene impiegato con successo per la traina o per portare un trave con una cinquantina di ami innescati in vari modi, anche col vivo.


Ha cominciato alcuni anni fa con un piccolo scafo da pesca in lago, originalissimo perché oltre a navigare e rispondere via radio a molti comandi poteva muoversi anche sulla terra.
Il primo era un ranocchio e pesava 10 chili
“Gli diedi – ricorda Salvo Bella – l’aspetto di un ranocchio, ma, pur pesando quasi dieci chili, è pure veloce. Lo congegnai perché serviva a me e fu un lavoro duro, perché alle mie conoscenze di meccanica, falegnameria, elettronica e altro dovetti aggiungere la sperimentazione di forme e della vetroresina, che com’è noto non è per niente gradevole per il respiro. Mi ci son divertito al lago di Ghirla e ora lo tengo in bella mostra come un soprammobile storico”.


Forte appassionato di pesca, ha poi trasformato a casa propria un grande garage e la sala hobby, piazzandoci macchinari elettrici e attrezzi, piccoli ma professionali, e tenendo a portata di mano in appositi scaffali motorini, acceleratori, trasmittenti, riceventi, pile, caricatori, interruttori e componenti di non facile reperibilità.
Una versione plus per le correnti dello Stretto
“L’ho fatto e continuo a farlo – spiega – perché questo passatempo, pur costoso, mi diverte, assai più quando mi cimento nel superare ostacoli difficili o quando mi viene chiesto un modello che per caratteristiche e prestazioni mi mette a dura prova. Un amico di Messina, per esempio, aveva bisogno di un barchino da usare nelle correnti dello Stretto e sono riuscito ad accontentarlo con una versione plus del SeaJet, che da allora mi viene chiesta da altri. Mi scrivono per email e via Facebook o telefonano anche dall’estero perché s’è diffusa la voce che sono quello dei barchini da pesca. Funziona così, mi cercano, vedono foto e video sulla mia pagina Facebook (Barchini da pesca); e cerco di non deludere”.


Numerosi pescatori si rivolgono a lui per avere consigli; spesso chiedono un aiuto per potere realizzare in proprio un barchino.
“Non è difficile realizzare qualcosa – dice Bella – in proprio, anche con materiali di recupero. Soprattutto i giovani sono abbastanza capaci e sono sempre pronto ad assisterli senza alcun problema, perché è importante partecipare le proprie esperienze. Spesso purtroppo c’è però chi si cimenta in un piccolo progetto ma poi lo abbandona deluso, dopo avere speso dei soldi, non riuscendo a portarlo a termine”.
Ogni barchino realizzato da Salvo Bella è praticamente unico, pur a parità di modello. La costruzione, infatti, non è praticamente in serie.


“Ogni esemplare risulta sempre diverso, ma definisco i progetti di base, anche con l’ausilio di programmi di calcolo, che mi aiutano a controllare la corretta distribuzione dei pesi, il galleggiamento, il carico e l’assetto da fermo o in movimento. Il computer mi dà una mano importante. Io parto da comuni materiali in commercio, selezionati accuratamente. Ma devo realizzare uno per uno molti pezzi, di legno, metallo o plastica, spesso dopo averli inventato per lo scopo. Oggi mi agevolano la progettazione tridimensionale assistita al computer (cad) e la realizzazione di parti originali in pvc con una stampante 3d che ho costruito da solo”.


Criteri specifici di impermeabilità
Che differenza c’è fra i modelli per il mare e quelli per i laghi?
“I modelli per il mare – dice Salvo Bella – sono progettati e realizzati con criteri specifici di impermeabilità, essendo esposti a schizzi d’acqua. Generalmente mi vengono chiesti senza contenitore per la pastura, che invece serve a chi pratica la pesca alla carpa. Ho pure un modello multifunzione con scafo in legno resinato che può portare lenze per lo sgancio automatico o la traina, esche, pastura solida e anche liquida: un gioiello”.
Ma questi barchini hanno punti deboli e richiedono particolare manutenzione da parte di chi li usa?
“Il pescatore ha solo l’incombenza di caricare con un apposito dispositivo le batterie. Quelli che in genere sono punti deboli in qualsiasi barchino radiocomandato sono invece nei miei modelli punti forti: un sistema di radiocomunicazione professionale anche a cinque canali, antinterferenza e con portata fino a un chilometro; alimentazione con pile originali di vera tecnologia Panasonic anziché taroccate e di basso costo”.

Cristian Battista (Pesc’amore)

Copyright: Pesca da Terra

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