1000 e un’anguilla

L’anguilla è un pesce sul quale trovano diffusione molte leggende, alimentate dalle particolarissime modalità di riproduzione: escono infatti dall’acqua di laghi e fiumi per raggiungere l’Oceano Atlantico, strisciando come serpi sul terreno. Incontri notturni con questi esemplari di femmina, che raggiungono alcuni metri di lunghezza e fino a tre chili di peso, sono da paura. Ma l’anguilla può costituire comunque un pericolo per l’uomo?


Non è vero che l’anguilla europea, quella diffusa nelle nostre acque, può colpire con scariche elettriche. A comportarsi in tal modo è in realtà l’elettroforo, anch’esso pesce di acqua dolce, che attraverso alcuni muscoli sviluppa campi elettrici con una differenza di potenziale di centinaia di volt. L’anguilla elettrica ricorre a questo mezzo per cacciare le prede e anche per difendersi. Ma il pescatore può star tranquillo: dovrebbe trovarsi nel Rio delle Amazzoni per incappare in un pesce così pericoloso.


Della nostra anguilla è invece pericoloso per gli uomini e per gli animali il sangue; contiene infatti l’emottiotossina, una proteina tossica che se entra in circolazione in un corpo ha effetti emolitici e può portare anche alla morte, come il veleno contenuto nelle esche in bustina o sfuse che si usano per uccidere i topi. La contaminazione, sebbene molto rara, può avvenire in cucina, quando si taglia il pesce per eviscerarlo o sezionarlo in tronchetti, attraverso ferite anche modeste nelle mani; perciò è necessario prestare attenzione quando ci si accinge a preparare l’anguilla per ottenerne un ottimo piatto alla griglia.
Un’azione tossica e pericolosa analoga è svolta dal sangue di altri pesci dalla sagoma di serpe, cioè la murena e il grongo, i cui denti affilatissimi fanno stare peraltro guardinghi i pescatori di mare.
Com’è possibile mangiare allora l’anguilla senza correre il rischio di avvelenarsi? Si spiega perché la tossina contenuta nel sangue è termolabile, cioè viene distrutta dal calore al momento della cottura.
L’anguilla è ritenuta attualmente prossima all’estinzione, a causa della forte pressione piscatoria.

I mercati vengono perciò riforniti da allevamenti, dove tuttavia non può avvenire la riproduzione ma vengono solo nutriti i piccoli esemplari per farli crescere e aumentarne dimensioni e peso. Buon appetito.

Cristian Battista (Pesc’amore)

Copyright: Pesca da Terra

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