La pesca a spinning con il passare del tempo ha subito numerose evoluzioni , dando modo di insidiare mediante esche artificiali numerose specie più o meno comuni , tra queste rientrano i cefalopodi insidiati comunemente in altre tecniche specialmente da natante e proprio la pesca di questi animali ha ricevuto negli ultimi anni una vera e propria evoluzione , per quanto concerne la tecnica in se sia sotto il punto dello sviluppo di materiali sempre più specifici per la ricerca di essi , dando modo a noi pescatori attrezzature sempre più performanti e specifiche per praticarla nei migliori dei modi.

Durante i mesi freddi dell’anno l’eging vede la sua massima espressione nella ricerca da terra di uno dei cefalopodi più pregiati, ovviamente volta alla cattura dei calamari specie assai ricercata dagli amanti di questa disciplina , ma come ben sappiamo il lasso temporaneo per la loro cattura da terra dura poco ed e proprio nel periodo che va marzo fino a quasi metà maggio , potremo dedicarci ancora con successo alla tecnica dell’eging cambiando obbiettivo naturalmente e concentrandoci su di una preda considerata se vogliamo secondario durante i periodi più freddi , ovvero la seppia. Tecnica affascinante e largamente praticata lungo tutto il nostro territorio vista la sua omogenea diffusione lungo la costa e praticata da sempre più appassionati che dedicano il loro tempo e la loro passione a questo affascinante predatore.

Conosciamola meglio:

La seppia (Sephia officinalis) può essere considerata come uno dei predatori più curiosi e micidiali che popola il nostro sottocosta . A renderla un predatore eccezionale , d’altronde come ogni altro cefalopode è la lunga schiera di armi a loro disposizione . Per cominciare otto braccia munite di ventose più due lunghe “fruste” retrattili capaci di scagliarsi sulla preda con incredibile velocità per poi portare la sua preda verso un micidiale becco capace lacerare e frantumare le carni e i gusci delle sue prede , differentemente da quanto si pensa nell’ immaginario comune che vede la seppia come un animale stupido , risulta dotata di un grosso cervello protetto da una formazione cartilaginea ,in più è dotata di un ottimo senso della vista che l’aiuta enormemente durante la caccia. Un elemento che caratterizza le seppie particolarmente è la sua ghiandola dell’inchiostro capace di espellere un sostanze a base di melanina molto più densa rispetto ad altri cefalopodi , utilizzata come mezzo di difesa in caso di pericolo e di celare la sua fuga. Caratterizzata da un spessa conchiglia calcarea dalla struttura porosa celata sotto la pelle , ed fondamentale strumento per spostarsi con il minimo sforzo su tutta la coltre d’acqua , ma sicuramente l’arma più potente a sua disposizione risulta il mimetismo ,avendo la capacita di mutare il colore della pelle, in base alle circostanze ed all’ ambiente che la circonda , infatti come tutti i cefalopodi più evoluti , hanno la capacità poter variare colore grazie a delle cellule presenti su tutto il mantello chiamate cromatofori .

Orari e dove trovarla:

Gli ambienti sabbiosi sicuramente sono quelli più concerni alla loro proliferazione vivendo in fatti esse principalmente su fondali sabbiosi e nelle vicinanze di banchi di poseidonia , oltremodo possiamo trovarla in abienti rocciosi misti ad ampie zone sabbiose , su fondali che variano dal immediato sottocosta fino ad un massimo di 100mt di profondità . Quindi per quanto riguarda la ricerca di spot volti alla sua cattura potremo avere a nostra disposizione vasta scelta ,partendo dalle spiagge , ai porti per poi arrivare alle scogliere . Differentemente da altri cefalopodi , la seppia risulta essere molto più diffusa o meglio lo è più omogeneamente , lungo le nostre coste , dandoci così la possibilità di trovarla con più facilità e maggior numero facendo di essa un ottima preda per carnieri abbondanti anche da terra . Fondamentale a garantire la sua presenza sarà la possibilità per lei di reperire abbondanti fonti di cibo come piccoli pesci e crostacei come granchi e gamberi . Come nell’eging in generale i momenti propizi per insidiarla con migliori risultati restano i cambi di luce quindi alba e tramonto, anche se nulla toglie di poter ottenere ottimi risultati durante tutto il corso della giornata .

Le attrezzature:

Partiamo dallo strumento principale la canna che sarà la nostra canna da eging che utilizziamo durante tutta la stagione , canna specifica per la ricerca dei cefalopodi personalmente preferisco canne con azione regular fast di lunghezza tra i 2,20 – 2,40 mt per avere una buona leva durante il lancio con potenza compresa 2.0 3.0 egi alla quale abbineremo un buon mulinello di taglia compresa tra 2500 ad un massimo 3000 senza andare oltre non sarà necessario il quale sarà riempito con una buona treccia di diametro compreso tra lo 0,10 0,12 a mio avviso ottimo compromesso tra resistenza e distanza di lancio .Come finali adopereremo uno spezzone di fluorocarbono dello 0,25 mm di circa un metro alla quale legheremo un moschettone per connettere i nostri egi che ovviamente utilizzeremo come esca e saranno quelli che utilizziamo per gli altri cefalopodi, inoltre serviranno qualche piombino di vario peso diciamo che io solitamente utilizzo grammature di 3 5 8 gr per velocizzare la discesa del nostro egi sul fondo dove stazionano le seppie . Ovviamente per completare il tutto un guadino ed una lampada frontale .

Azione di pesca :

Come detto in precedenza preferisco aggiungere un piombo ad occhiello per velocizzare la discesa sul fondo del mio artificiale lasciandolo toccare il fondo dopo lanciato con archetto aperto per recuperare qualche metro visto che non sfrutteremo la caduta su tutta la coltre d’acqua ma solo il fondo ;Una volta raggiunto il fondale inizieremo il recupero che sarà fatto di piccoli saltelli e qualche istante di pausa per dare modo alla nostra preda di avvicinarsi, anche se col tempo ho notato che recuperando la totanara sul fondo in maniera lineare e comunque alternando a momenti di pausa le seppie sembrano essere catturate con maggior facilità , anche se resta questione di gusti e resta sempre buona norma provare recuperi diversi ed alternarli fino a trovare quello che risulta vincente . La mangiata della seppia spesso verrà percepita come un improvviso appesantimento della lenza dovuto al poggiarsi della seppia , notato ciò preferisco dare qualche leggero colpetto quasi come a simulare la fuga della preda prima di ferrare questo perché avvolte la seppia non afferra in maniera decisa il nostro egi e percependo il tentativo di “fuga” della preda la seppia si avvinghierà in maniera decisa e con più tentacoli ad essa , così facendo quando ferreremo difficilmente si strapperà o lascerà la presa specialmente se la seppia trattiene il nostro egi nel mezzo lontano dalle arpette . Ora non resta che recuperare la nostra preda facendo attenzione di non allentare mai la presa mantenendo sempre il filo in tensione ci verà in aiuto una frizione tarata in maniera perfetta , adesso ci resta solo di portarla al guadino e di godere del nostro successo . non sottovalutiamo le seppie sminuendole perché sono avversari divertenti specie se di grosse dimensione , non dimentichiamo inoltre di rilasciare gli esemplari più piccoli liberandoli nel migliore dei modi in modo tale da preservare la natura ed il nostro divertimento.

Simone Candia

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